Consulenza ed assistenza al debitore

Ecco come fare per pagare 10 un debito che vale 100

Pubblicato da: il consigliere debiti su: Marzo 13, 2009

In riferimento all’articolo pubblicato in un post precedente, avente ad oggetto la recensione del libro di Giampaolo Luzzi dal titolo “Come non pagare i debiti e vivere felici …“, un lettore, Yuri, commenta:

Il libro l’ho acquistato e letto. E’ una cosa del tutto nuova e mi viene difficile spiegare la genialata di una cosa del genere. In sostanza nel libro, senza falsi moralismi e senza giudizi, ti mette in condizioni di decidere se vuoi pagare i tuoi debiti oppure no. Se non paghi sappi che ti accadono alcune cose. Te lo puoi permettere? Ma se decidi di pagare, ti porta per mano a scoprire un mondo del tutto sconosciuto ai più (almeno a me che sono impiegato pubblico, neanche me lo immaginavo) di crediti comprati e venduti, di politiche dei creditori. Ma lo sapete che ci sono alcuni crediti per i quali mai il creditore farebbe un’azione legale? Insomma, leggetelo e poi mi direte…

Io non ho letto il libro, ma ritengo che ciò che scrive Yuri meriti alcune importanti precisazioni … continua a leggere

Come non pagare i debiti senza infrangere la legge

Pubblicato da: il consigliere debiti su: Marzo 13, 2009

Può sembrare un paradosso, ma una delle armi di difesa più efficaci nelle mani del debitore perseguitato consiste proprio nella scrupolosa e attenta istanza di applicazione delle leggi vigenti. Questo, mi sia consentito precisarlo subito (a scanso di equivoci purtroppo sempre latenti) non significa assolutamente che le società di recupero credito operino in contesti fuori legge. Anzi, il fatto che sul secondo scranno della nostra Repubblica sieda il sen. Renato Schifani, che in quell’ambiente ha mosso i primi passi, è garanzia del contrario continua

Buongiorno.

Mio marito a seguito vicissitudini negative nello svolgimento della propria esclusiva attività commerciale si trova a dover affrontare il pagamento, nel confronto di un privato, di 15.000 €. Ha definitivamente chiuso l’attività.

Mio marito di fatto é nulla tenente; siamo in casa di mia esclusiva proprietà ed in regime di separazione dei beni dal 1993.

Il problema sono i mobili dell’abitazione in quanto, ad eccezione della camera da letto e della cucina acquistati da mio marito, il restante mobilio proviene totalmente dall’abitazione dei miei nonni (immobile donato con atto notarile nel 1990) i quali hanno redatto una scrittura privata (sempre nel 1990) elencando nel dettaglio i mobili ( databili attorno agli anni ’40) , complementi d’arredo, suppellettili e altro, precisando che erano a me effettivamente destinati; preciso che non sono mobili di pregio né antichi.

Per cautelarmi dal pignoramento mobiliare (cui il creditore ha da subito garantito tale azione), è mia intenzione far redarre da un professionista, per di più CTU, perizia giurata asseverata descrivendo in dettaglio detti mobili, con aggiunta di terzi testimoni necessari ad avvalorare la provenienza reale.

La scrittura privata sottoscritta da i miei nonni è, di fatto, l’unico documento che attesta la reale proprietà e provenienza di tali mobili (non esistono fatture). La domanda che Le pongo è la seguente : è sufficiente questa scrittura privata ( i miei nonni sono defunti nel 1992) da allegare se necessario, alla perizia, per stabilire la provenienza e la proprietà o devo farla autenticare da un notaio ( anche se non sono più in vita i sottofirmatari) o da un qualsiasi pubblico ufficiale ( ad esempio come copia conforme) ? Resto in attesa di Suoi suggerimenti. Cordialità.

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Mi hanno chiesto ieri per ogni iscrizione in banca dati 200 euro per cancellare il tutto. Nessuno ci tutela soprattutto in un momento di crisi.

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Salve, volevo chiedere gentilmente: ho due trattenute in busta paga prestitalia e carifin.

Le paga direttamente il titolare. Ora sono 2 mesi che sto a cassa integrazione guadagni.

Cosa succede? In questo caso con le rate posso fermarle? C’è un’assicurazione?

Mi può spiegare gentilmente?

Grazie

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Salve, ho un impresa individuale,tre finanziamentie un prestito.

Fino ad adesso ho pagato le rate, però ho una grave problema di salute e non lo so comme posso pagare ancora.

Qualquno mi sa dire comme devo procede a congelare i debiti per almeno sei messi?

Tenendo conto che anche la mia ativita sara sospesa per questo periodo?

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Salve

Ho ricevuto un atto di precetto dove mi comunicano che devo pagare una determinata somma (2.000€) sotto pena in difetto di esecuzione immobiliare.

Quanto tempo ho per pagare?

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Ho 30000 euro di debiti che non posso piu’ pagare.

Le chiedo se invece di attendere la lunga l’agonia di tutta la sequenza dei solleciti e poi dei recupero crediti e poi degli atti di precetto e poi dei pignoramenti….potrei invece prospettare a tutti i miei creditori la concreta possibilita’ che possono gia’ da subito porre in essere le procedure di pignoramento della mia quota immobiliare e soddisfare così tutti i crediti vantati verso di me?

Mi da un consiglio su come piu’ opportunamente posso mettere in atto tutto cio’? La ringrazio vivamente della risposta che potra’ fornirmi.

Cordialmente

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Nel 2003, stupidamente, ho fatto da prestanome per aiutare il mio fidanzato di allora nell’acquisto di una vettura, inutile dire che non ha pagato nemmeno una rata! Io finchè ho potuto l’ho fatto io, poi ho perso il lavoro e non sono più riuscita.

Lui se n’è sempre fregato. La finanziaria mi sta alle costole perchè rivuole i soldi! Il finanziamento originario era di 19.000 euro e la rata mensile di 400. Sono riuscita a pagare circa 10 rate, poi, senza lavoro non riuscivo a trovare i soldi. Alla fine sono riuscita a fargliela vendere, ma lui ha preso i soldi, ha fatto una firma falsa dietro l’assegno e l’ha versato nel suo conto corrente per pagare la rata del mutuo, con una parte invece ci ha ricomprato un’auto da due soldi per se.

Lui ora sta bene, ha un centro benessere, che sicuramente ha creato rubando a qualcun altro, io invece sono nei guai neri. Sono single, con un figlio (legalmente riconosciuto dal padre) di 21 mesi da mantenere, non ho un lavoro fisso e mi arrangio lavoricchiando dove capita. Devo anche pagare affitto e bollette. L’unica cosa che ho di intestato, anzi, di cointestato con mio padre, è un citroen C3 che ormai ha già 7 anni e alla quale non riesco più nemmeno a pagare il bollo auto.

A causa di questo favore non ho più accesso a nessuna forma di credito, ma in ogni caso non ricorrerei mai e poi mai ad altre finanziarie. Ora La Fiditalia mi chiede oltre 25000 euro. Io non li ho, non so come fare.

Circa un anno fa si erano fatti sentire e io gli avevo spiegato la cosa dandogli anche il numero di cel della persona che mi ha messo in questo guaio. Poi non li avevo più sentiti, da dieci giorni invece mi stanno mandando lettere semplici e email dove mi intimano di pagare entro dieci giorni!! Dovrei fare una rapina per poter pagare tutti quei soldi!!C’è un modo per uscire da questa situazione? Ho anche paura di perdere mio figlio… sto vivendo un incubo… c’è qualcuno che mi può indicare una via d’uscita o una strada da seguire per uscire da questo incubo? grazie in anticipo

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Salve ho un piccolo debito di circa 1000 euro che pagavo o avrei dovuto pagare circa 100 euro al mese.

Dopo varie telefonate dall’agenzia di recupero crediti, lunedi mi richiama un nuova agenzia e mi dice di versare euro 400 per chiudere la pratica e mi dice che questa e’ una operazione a saldo e stralcio.

Per me potrebbe essere coveniente ma chi mi garantisce che poi non ci sarebbero piu ‘richieste da parte loro? Come mi devo comportare, cosa devo fare?

Per favore datemi una risposta non vorrei sbagliare e vorrei tanto sistemare questa situazione grazie .

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Buongiorno a Tutti !! volevo sapere come mi devo comportare…le signore finanziarie mi hanno minacciato piu volte ( con posta prioritaria ) di pignorarmi il mobile e l’immobile…io ho la residenza a casa di mia sorella ma vivo da mia madre…volevo sapere come mi devo comportare..ho paura che vanno a casa di mia sorella e le pignorano i mobili credendo che sono i miei !!! posso eleggere magari domicilio a casa di mia madre ??

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ma faccio bene a pagare?

Pubblicato da: cocco bill su: Dicembre 8, 2009

La ringrazio per la velocita’ nel rispondere alla mia richiesta, quindi secondo lei mi hanno gia’ segnalato al crif?
ma faccio bene a pagare?

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Salve ho bisogno di una risposta urgente…ieri mi ha chiamata la soc di rec credito della findomestic con cui sono rimasta indietro di 4 rate, mi hanno proposto in virtu’ del fatto che vorrei pagare di accodarmi due rate al termine del contratto e due rate da pagare entro una ventina di giorni, il problema e’ che mi hanno chiesto di pagare o tramite assegno postdatato o tramite post pay, io gli ho detto di chiamarmi lunedi’ perche’ dovevo pensarci! Puo’ rispondermi il prima possibile?
Come posso pagare il debito in modo da tutelarmi?

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Buongiorno
ho accumulato finanziamenti (credito al consumo e carte revolving) per circa € 60.000,00 e fra poche settimane non riuscirò più a pagare le relative rate. Ho solo reddito da lavoro dipendente, il TFR, e la casa in cui vivo ha un ctr d’affitto che non è intestato a me e comunque posso avere una persona estranea che dichiara che tutto quanto in essa contenuto non appartiene a me. Oltre al pignoramento del quinto dello stipendio che rischi corro?
Ringrazio per la risposta, sempre veramente competente.
Cordiali saluti

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La cambiale tratta

Pubblicato da: il consigliere debiti su: Aprile 25, 2009

La cambiale tratta contiene un ordine di pagamento che il firmatario/emittente  (il traente) da’ ad un soggetto debitore (trattario) a beneficio proprio o di un terzo (creditore/beneficiario).

Il trattario puo’ accettare o meno. Nel primo caso egli diventa il debitore principale sia nei riguardi di chi dovra’ essere pagato sia verso chi ricevera’ il documento dal primo creditore tramite girata.

Chi ha dato l’ordine di pagare (traente) rimane comunque responsabile, nei confronti del creditore, sia per l’accettazione che per il pagamento. Puo’ esonerarsi, con una clausola, dalla responsabilita’ per l’accettazione, ma non da quella per il pagamento (l’eventuale clausola di esclusione sarebbe nulla).

Ognuno dei creditori sara’ a sua volta responsabilizzato nei confronti di coloro che dopo di lui possederanno il titolo.

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Quando scade un debito?

Pubblicato da: il consigliere debiti su: Aprile 7, 2009

Non tutti sanno che anche i debiti hanno una scadenza. Quando il debito scade, cioè entra in prescrizione, il creditore non può più chiederne il pagamento.

Elenchiamo qui le scadenze per i debiti  quali affitti, mutui, utenze domestiche, spese condominiali, multe, tasse, rapporti con artigiani e professionisti indicandone puntualmente i termini di scadenza o prescrizione.

prescrizione - accreditamento indebito su conto corrente,  prescrizione - affitti pigioni e ogni altro onere legato alla locazione,  prescrizione - assegni,  prescrizione - azioni di regresso,  prescrizione - bollette relative ad utenze,  prescrizione - bollo auto,  prescrizione - calcolo dei termini,  prescrizione - cambiali,  prescrizione - canone rai,  prescrizione - compensi degli ufficiali giudiziari,  prescrizione - compensi riguardanti spedizioni e trasporto di cose o persone,  prescrizione - contestazione del danno derivante da fatto illecito doloso o colposo,  prescrizione - contestazione del danno derivante dalla circolazione dei veicoli,  prescrizione - contravvenzioni stradali,  prescrizione - contributi inps,  prescrizione - dichiarazioni dei redditi,  prescrizione - diritti derivanti da contratti di assicurazione,  prescrizione - diritto alla provvigione dei mediatori,  prescrizione - errore a vantaggio del titolare di conto corrente,  prescrizione - fatture e ricevute relative a prestazioni alberghiere,  prescrizione - fatture o ricevute relative a prestazioni di artigiani o manutentori,  prescrizione - interruzione,  prescrizione - iscrizioni a scuole e palestre private,  prescrizione - pagamento dei beni acquistati,  prescrizione - parcelle di professionisti,  prescrizione - rate di finanziamento,  prescrizione - rate di premi di assicurazioni,  prescrizione - rette scolastiche,  prescrizione - rette scolastiche lezioni impartite da insegnanti,  prescrizione - sospensione,  prescrizione - spese condominiali,  prescrizione - termini temporali,  prescrizione cartelle esattoriali,  prescrizione decorrenza,  prescrizione e decadenza,  prescrizione multe,  prescrizione ordinaria,  prescrizione pagamenti rateali,  prescrizione presuntiva,  prescrizione rate di mutuo,  prescrizione tributi locali ici tarsu tosap
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LA PRESCRIZIONE

La prescrizione e’ un mezzo con cui l’ordinamento giuridico opera l’estinzione dei diritti quando il titolare non li esercita entro il termine previsto dalla legge (codice civile, art.2934 e segg.).

La decadenza consiste nella perdita della possibilita’ di esercitare un diritto per il mancato esercizio in un termine perentorio (codice civile, art.2964 e segg.)

In termini pratici i due concetti sono molto simili, ma giuridicamente no. La prescrizione, infatti, e’ stabilita solo dalla legge mentre la decadenza puo’ anche essere frutto di accordi tra due parti. Gli esempi tipici sono il termine entro cui si devono contestare i vizi sui beni acquistati dai consumatori (due mesi dalla loro scoperta, la decadenza) ed il termine entro il quale tale diritto puo’ essere esercitato, promuovendo magari una causa (due anni dall’acquisto, la prescrizione)

E’ importante sapere che sia la prescrizione che la decadenza non possono essere rilevate d’ufficio da un giudice. Cio’ significa che e’ necessario contestare attivamente il decorso dei termini (personalmente o attraverso un avvocato), senza aspettare che sia il giudice a rilevare il fatto. La prescrizione e la decadenza sono elementi da considerare subito, sia quando si intende esercitare un diritto sia quando ci vengono chiesti adempimenti (pagamenti di multe, bollette, cartelle esattoriali, etc.). E’ bene tener presente, in quest’ottica, che il pagamento preclude la possibilita’ di opporre la prescrizione.

Non tutti i diritti sono soggetti a prescrizione (per esempio la proprieta’, le azioni inerenti la contestazione della paternita’ e quelle di riconoscimento filiale, il riconoscimento di eredita’ e le domande di divisione dei coeredi, etc.etc. ). E’ bene consultare, in merito, la norma regolatrice (art.2934 c.c.).

Sospensione e interruzione dei termini di prescrizione

Il termine di prescrizione puo’ essere soggetto a sospensione od ad interruzione:

La sospensione puo’ essere determinata dall’esistenza di particolari rapporti che legano le parti (tra coniugi, genitori e figli minori, tutore e interdetto, etc.), da vincoli a cui potrebbero essere sottoposti i beni delle persone coinvolte (amministrazione altrui), quando vi sia un occultamento doloso da parte del debitore e da particolari condizioni del titolare (minori non emancipati, interdetti per infermita’ di mente, militari in servizio in tempo di guerra,etc.). Per ogni dettaglio si veda l’art.2941 del codice civile.

L’ interruzione puo’ avvenire per diversi motivi. Tipicamente ha luogo quando il diritto viene esercitato dal titolare tramite notificazione (*) di un atto con il quale si inizia un giudizio o di una richiesta -od intimazione- scritta (la cosiddetta “costituzione in mora”, che puo’ contenere o meno un termine, si veda il codice civile, art.1219 e segg.). Si interrompe, in ogni caso, quando il diritto viene riconosciuto da colui contro il quale puo’ essere fatto valere.

Gli effetti sono sostanzialmente diversi, perche’ mentre la sospensione crea una parentesi (il periodo anteriore al verificarsi della causa di sospensione si somma con quello successivo), l’interruzione toglie ogni valore al tempo anteriormente trascorso.

Tutte le volte che il termine di interrompe, infatti, inizia un nuovo periodo prescrittivo analogo al precedente.

Attenzione, le regole relative alla sospensione e all’interruzione non si applicano quando e’ prevista una decadenza. Essa e’ impedita (ovvero, in parole povere, perde valore) solo dal compimento dell’atto previsto dalla legge o dal contratto oppure, in certi casi, in conseguenza del riconoscimento del diritto da parte della persona contro la quale esso puo’ essere fatto valere.

Tipi e durata della prescrizione

Per legge esiste una prescrizione ordinaria a cui sono riferibili tutti i crediti per i quali la legge non specifica qualcosa di diverso. Tale termine e’ di dieci anni. Per determinati crediti, invece, vengono specificate delle prescrizioni brevi (di solito di cinque anni).

Le prescrizioni presuntive sono quelle per le quali la legge presume che dopo il decorso del termine il debito sia stato pagato. Possono durare dai sei mesi ad un anno e, proprio perche’ si basano su una presunzione prevista dalla legge (art.2954 e 2955 c.c.), l’onere della prova – del mancato pagamento – e’ a carico del creditore richiedente. Al debitore, infatti, e’ sufficiente declamare il decorso del termine per far scattare la prescrizione.

Per praticita’ puo’ essere consultato lo specchietto riportato in calce alla scheda, dove sono stati riportate le prescrizioni e le decadenze riguardanti i diritti (nonche’ crediti e debiti) piu’ comuni e di maggiore utilita’ per gli utenti ed i consumatori.

Come si calcola

La prescrizione decorre dal giorno in cui si puo’ far valere il diritto e termina quando si e’ compiuto l’ultimo giorno.

Il calcolo dev’essere fatto considerando il calendario comune (quindi comprendendo sabati e festivi) e non deve considerare il giorno nel corso del quale cade il momento iniziale del termine. Se il termine cade in un giorno festivo il diritto e’ prorogato al giorno successivo non festivo. Per i termini a mesi la scadenza cade nello stesso giorno del mese iniziale o, in mancanza, nell’ultimo giorno del mese.

(*) Il calcolo, ovviamente, deve prendere in considerazione tutte le possibili interruzioni. A tal fine e’ importante chiarire alcuni punti fondamentali riguardanti il concetto di notifica.

In termini generali, quindi indipendentemente dal tipo di atto o comunicazione, la notifica:

  • puo’ avvenire anche tramite consegna fatta a persona diversa dal destinatario (anche non parente), purche’ questa sia abilitata -per legge- a ricevere l’atto e siano state rispettate le regole della privacy;
  • puo’ avvenire anche per giacenza postale. In tal caso devono verificarsi due condizioni, ovvero deve risultare inviato un secondo avviso di giacenza (a parte il primo lasciato in occasione del primo tentativo di consegna) da parte delle poste per raccomandata a/r e devono risultare decorsi 10gg senza che sia stato effettuato il ritiro (che, comunque, puo’ avvenire entro sei mesi se si tratta di un atto amministrativo);
  • per il mittente, in caso di invii postali e se non vi sono vizi di procedura, la notifica si perfeziona alla data di consegna dell’atto alle poste o, se la notificazione e’ diretta, alla data della spedizione.

Tutto cio’ ha conseguenze determinanti sia ai fini del conteggio dei termini, sia nei casi in cui, per esempio, giunga una cartella esattoriale riguardante oneri del tutto sconosciuti per i quali non ricordiamo sia giunta alcuna precedente richiesta o per il quali abbiamo il dubbio che sia decorsa la prescrizione.

Non solo puo’ risultare una corretta notifica per giacenza postale, ma per chi ci ha inviato l’atto (un verbale di multa al codice della strada, per esempio), tale notifica risultera’ perfezionata alla data in cui esso e’ stato consegnato alle poste, a prescindere dal fatto che risulti ritirato o meno.

Contestazione

Appurato che vi sono i presupposti per contestare il decorso di un termine di prescrizione, sara’ bene provvedere a sollevare la questione per iscritto, rispondendo alle richieste ricevute tramite una raccomandata a/r.

In certi casi potra’ essere opportuna una diffida, in altri una messa in mora.

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Carte revolving e interessi da strozzo

Pubblicato da: il consigliere debiti su: Marzo 19, 2009

... a tutte le finanziarie che propongono carte revolving

... a tutte le finanziarie che propongono carte revolving

Il costo del denaro è sceso ai minimi termini, e le banche stanno facendo il pieno di soldi dello Stato (ossia nostri), per aver male amministrato quelli dei clienti. I poveri italiani si domandano se questa situazione del costo del denaro, della discesa dei costi dell’energia e del mercato meno rapace sarà compensata da una minore spesa per i servizi e per le tasse. Albertone direbbe “manco pe’ gnente”! Anzi: frutta, verdura, alimentari freschi e benzina rincarano di nuovo, e le Banche e le Finanziarie applicano spese e tassi da usura, specialmente a quei poveracci che, non arrivando alla fine del mese, ricorrono verso gli ultimi giorni alla spesa con le carte revolving.  Naturalmente è tutta gente che ha optato per il rimborso rateale del debito, ed indovinate di quanto sono gli interessi? Sono il 1,56% mensile, equivalente ad un TAN del 18,72% ed un TAEG del 20,41  continua

Il consolidamento debiti, a cui ci si riferisce anche con i termini ristrutturazione debiti o rifinanziamento debiti, consiste essenzialmente in una operazione finalizzata a:

  1. sostituire  i diversi soggetti con cui si risulta indebitati (finanziarie e/o banche e/o società di recupero crediti e/o agenzie erariali di riscossione) con un unico creditore;
  2. accorpare tutti i debiti in quello che indicheremo, appunto, come debito consolidato, ristrutturato o rifinanziato;
  3. conseguire  un allungamento della durata del piano di ammortamento del debito consolidato rispetto al tempo massimo di rientro previsto dai finanziamenti in essere o dalle obbligazioni intervenute prima della ristrutturazione debiti;
  4. corrispondere, per il debito consolidato, un importo mensile minore della somma delle rate relative all’esposizione debitoria complessiva non ancora rifinanziata;
  5. corrispondere, per il debito consolidato, rate mensili al posto degli importi in un’unica soluzione eventualmente previsti delle obbligazioni assunte o determinatesi prima della ristrutturazione;
  6. ottenere un miglioramento delle condizioni di rifinanziamento  rispetto a quelle che caratterizzano il debito in esercizio prima della ristrutturazione;
  7. ricavare ulteriore liquidità al netto del debito consolidato residuale.

Gli strumenti disponibili per procedere al  consolidamento debiti sono:

  • il prestito personale;
  • la cessione del quinto dello stipendio o della pensione;
  • il prestito cambializzato;
  • il prestito vitalizio ipotecario;
  • la delegazione di pagamento;
  • l’accensione di un mutuo finalizzata al consolidamento debiti;
  • la sostituzione del mutuo finalizzata al consolidamento debiti.

In questa sede vogliamo però occuparci dei cattivi pagatori (si faccia riferimento a questo articolo per la definizione di cattivo pagatore). Ad un cattivo pagatore è per definizione precluso l’accesso al prestito personale. Pertanto dobbiamo necessariamente ipotizzare che sul prestito personale non sia possibile fare affidamento.

Il merito creditizio, e quindi il presupposto della non iscrizione a banche dati di cattivi pagatori  è poi condizione necessaria per poter fruire anche di altre opzioni di credito quali l’accensione di un mutuo  o la sostituzione del mutuo (con erogazione di liquidità aggiuntiva) finalizzate al consolidamento debiti.

Pertanto,  se sono un cattivo pagatore, anche queste strade mi sono precluse.

Come lavoratore dipendente o pensionato, anche se cattivo pagatore, potrei chiedere allora  la cessione del quinto rispettivamente dello stipendio o della pensione. Ma nel titolo del presente articolo c’era il riferimento ad un’ultima istanza. Ed era questo il senso: vogliamo pensare ad uno scenario in cui si sia già raschiato il fondo del barile.

In pratica abbiamo già ceduto il quinto dello stipendio o della pensione. Queste sono allora risorse a cui non possiamo più attingere.

Ci resta allora, sempre nell’ipotesi di essere un lavoratore dipendente e cattivo pagatore,  la delegazione di pagamento, che, come sappiamo,  è una forma di prestito complementare alla cessione del quinto dello stipendio studiata apposta per integrare una preesistente cessione del quinto ancora in corso di ammortamento (diciamo, senza inutili giri di parole,  che si tratta di una formula elusiva delle leggi che mirano ad evitare situazioni di sovraindebitamento).

Niente da fare. Se c’era la possibilità di ricorrere alla delegazione di pagamento ci siamo “sparati”, e da un pezzo, pure quella.

Ma fermiamoci un attimo per fare  il punto della situazione. Dunque, sono un lavoratore dipendente, o pensionato, e cattivo pagatore in ultima istanza. In questa ipotesi:

  • non posso ottenere prestiti personali;
  • non posso accendere un mutuo dando in garanzia la casa di proprietà che non è ipotecata;
  • non posso sostituire il mutuo esistente sulla casa di proprietà  gravata da  ipoteca iscritta per un valore molto inferiore al valore effettivo dell’immobile. Ottenendo liquidità aggiuntiva;
  • ho già fruito sia della cessione del quinto dello stipendio o della pensione;
  • ho già fatto ricorso alla delegazione di pagamento.

In più, oltre ad essere un cattivo pagatore in ultima istanza, aggiungiamo pure che non sono in grado di presentare, al nuovo  creditore unico, qualcuno che possa prestare garanzie adeguate a mio favore.

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Prescrizione e decadenza dei diritti – uno scadenzario per il debitore

Pubblicato da: il consigliere debiti su: Marzo 14, 2009

La prescrizione e’ un mezzo con cui l’ordinamento giuridico opera l’estinzione dei diritti quando il titolare non li esercita entro il termine previsto dalla legge (codice civile, art.2934 e segg.).

La decadenza consiste nella perdita della possibilita’ di esercitare un diritto per il mancato esercizio in un termine perentorio (codice civile, art.2964 e segg.)

In termini pratici i due concetti sono molto simili, ma giuridicamente no. La prescrizione, infatti, e’ stabilita solo dalla legge mentre la decadenza puo’ anche essere frutto di accordi tra due parti. Gli esempi tipici sono il termine entro cui si devono contestare i vizi sui beni acquistati dai consumatori (due mesi dalla loro scoperta, la decadenza) ed il termine entro il quale tale diritto puo’ essere esercitato, promuovendo magari una causa (due anni dall’acquisto, la prescrizione)

E’ importante sapere che sia la prescrizione che la decadenza non possono essere rilevate d’ufficio da un giudice. Cio’ significa che e’ necessario contestare attivamente il decorso dei termini (personalmente o attraverso un avvocato), senza aspettare che sia il giudice a rilevare il fatto. La prescrizione e la decadenza sono elementi da considerare subito, sia quando si intende esercitare un diritto sia quando ci vengono chiesti adempimenti (pagamenti di multe, bollette, cartelle esattoriali, etc.). E’ bene tener presente, in quest’ottica, che il pagamento preclude la possibilita’ di opporre la prescrizione.

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Tasso usuraio: verificate che il vostro prestito non lo raggiunga

Pubblicato da: il consigliere debiti su: Marzo 14, 2009

Ogni trimestre la Banca d’Italia pubblica i tassi medi delle operazioni di finanziamento per la definizione del tasso usuraio. I tassi medi aumentati della metà rappresentano il tasso massimo oltre il quale scatta il reato di usura.  Una verifica importante perché, secondo la legge, i tassi di un prestito che superano il tasso usuraio sono considerati come non apposti e al prestito sarà applicato il Taeg corrispondente al tasso nominale minimo dei Bot annuali emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto.

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Interesse zero e nuove forme d’usura

Pubblicato da: il consigliere debiti su: Marzo 14, 2009

Che differenza c’è tra interesse e usura? Dal mio punto di vista nessuno. Cambiano certo le forme e i tassi dell’usura, ma dal punto di vista concettuale non vi è alcuna differenza. In economia invece il discrimine passa tra ciò che viene ritenuto legale e ciò che viene ritenuto illegale. Per interi millenni i concetti si sono sovrapposti tanto che l’usura veniva intesa- e unanimemente condannata – come prestito di denaro in cambio di interessi. Il motivo dello stigma dell’usura è di grande importanza. Prestare soldi a interessi veniva condannato senz’appello perché ciò significava vendere il tempo e il tempo non appartiene agli uomini bensì a Dio. Ci hanno pensato prima le banche e poi gli stati a distinguere gli interessi dall’usura. L’usura è stata così introiettata nell’ordine economico.

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Come evitare di essere iscritto negli elenchi dei cattivi pagatori

Pubblicato da: il consigliere debiti su: Marzo 14, 2009

I sistemi di informazioni creditizie (SIC)  meglio noti come elenchi dei cattivi pagatori: cosa sono, come funzionano ed i diritti dei consumatori

1. Cosa sono i SIC.

I sistemi di informazioni creditizie (SIC) raccolgono e conservano le informazioni sulle richieste di finanziamento e sui rapporti di credito tra le banche/società finanziarie e i loro clienti. Le banche/società finanziarie vi si rivolgono sia per comunicare i dati del consumatore che ha chiesto e/o ottenuto un finanziamento, sia per ricevere informazioni su di esso, qualora debbano decidere se concedergli o meno un prestito. Ciò è necessario ai fini della gestione del rischio creditizio e della stabilità del mercato finanziario.

2. Perché un codice di deontologia e buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti.

Perché i SIC, nati attorno agli anni ’80, operavano senza una specifica disciplina normativa, fatta eccezione per la disciplina sulla privacy introdotta nel 1996, che disciplinava, però, soltanto gli aspetti generali del trattamento dei dati personali.

Il nuovo codice di deontologia, quindi, disciplina in maniera specifica tutta l’attività dei SIC, offrendo un inquadramento normativo alle garanzie e tutele del consumatore circa il trattamento dei propri dati personali in un sistema di informazioni creditizie continua

RSS le ultime domande all’esperto debiti

  • Di: cocco bill Dicembre 21, 2009
    Non può fare nulla signora. E nulla le potrà ancora capitare, se non dover sopportare le scocciature derivanti dai continui tentativi di recupero del debito. Ma prima o poi ci si abitua. E prima o poi anche gli agenti esattoriali si faranno ragione del fatto che i suoi sono debiti inesigibili.
    cocco bill
  • Di: rosa Dicembre 21, 2009
    da due anni ho cessato la mia piccola attivita' e sono disoccupata, separazione dei beni con mio marito ,nn ho proprieta',e sono piena di debiti e vertenze. lo stipendio di mio marito basta appena per la famiglia.cosa posso fare?
    rosa
  • Di: cocco bill Dicembre 21, 2009
    Tiberio, io le credo. E quello che capita a lei è storia comune di molti italiani che ci hanno provato per poi abbandonare in conseguenza al'eccessivo carico di tasse e balzelli che stritola chiunque, in questo paese, abbia voglia di lavorare onestamente. Almeno in questo non c'è discriminazione. Anche se la cosa non è affatto consolante. Quelli ch […]
    cocco bill
  • Di: tiberio Dicembre 21, 2009
    gentile cocobill sono un straniero titolare di un aasociazione familiare in quale mio fratello risulta come socio familiare.abiamo lavorato un anno intero nei cantieri edili, e mi creda che abiamo lasciato il sangue. siamo stati dal inizio atratti nell vortice degli subapalti e abiamo fatturato circa 50000 euro( tutto manodopera) le devo dire che con la conc […]
    tiberio
  • Di: cocco bill Dicembre 21, 2009
    Suo marito rischia il pignoramento di un quinto dello stipendio, oltre al quinto già destinato a servire il debito collegato alla cessione volontaria.
    cocco bill
  • Di: cocco bill Dicembre 21, 2009
    Si tratta comunque di una potenziale richiesta di finanziamento e come tale la banca la segnala. L'evento dovrebbe permanere solo per il tempo necessario, al massimo 180 giorni. Ma le cancellazioni automatiche secondo i tempi prescritti difficilmente vengono effettuate. Le conviene richiedere la cancellazione alla CRIF.
    cocco bill
  • Di: deborah Dicembre 21, 2009
    Salve, sono una casalinga con 6 figli, l'unico stipendio è quello di mio marito, e abbiamo debiti con + finanziarie tra le quali c'è anche la cessione del 5° dello stipendio. Adesso però ci ritroviamo nell'impossibilità di pagare le altre finanziarie per mancanza di denaro disponibile, quali sono i rischi che corro non pagando +? vivo in un al […]
    deborah
  • Di: Alessandro Dicembre 20, 2009
    Buongiorno, mi chiamo Alessandro e vorrei avere un'informazione in merito alla segnalazione n Crif di fido di conto corrente. In particolare ho avuto un fido,segnalato in Crif, con utiizzo entro i limiti. Il fido è scaduto e da allora sono rimaste 3 segnalazioni di utilizzo senza fido fino all'ultima ad Agosto 2009. Vorrei sapere se è corretta la s […]
    Alessandro
  • Di: c0cc0bill Dicembre 19, 2009
    Nel caso in cui i creditori volessero effettuare una notifica di pignoramento mobiliare, devono (o meglio, dovrebbero) procedere ad una ricerca anagrafica del suo nominativo. Se ciò avvenisse nel periodo intercorrente fra la sua denuncia di variazione e l'effettiva registrazione della stessa, otterrebbero la vecchia residenza. Con problemi superabili in […]
    c0cc0bill
  • Di: c0cc0bill Dicembre 19, 2009
    Perchè Marcello, lei ora si trova all'estero? Aire è l'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero. Comunque, la residenza effettiva decorre dal momento in cui essa viene comunicata all'anagrafe. Salvo gli esiti di successivi controlli effettutati dai vigili urbani (anche attraverso informazioni acquisite presso i suoi nuovi vicini di ca […]
    c0cc0bill
  • Di: marcello Dicembre 19, 2009
    Mi scuso per la domanda precedente l'AIRE in effetti è il registro per gli italiani residnti all'estero, quindi non centra nulla con il mio caso, comunque ribadisco la domanda il trasferimento di residenza deve essere comunicato singolarmente a ciscun creditore (banca o finanziaria che sia), e da quando decorre? Grazie e mi scuso per il precedente […]
    marcello
  • Di: marcello Dicembre 19, 2009
    Salve sono amministratore di una srl che è stata messa in liquidazione il 15 di questo mese, ho garantito con fideiussioni personali presso le banche i debiti di questa srl per circa 150.000. Come da lei suggerito ho trasferito la residenza il 25 novembre nella casa dove abito in affitto i cui mobili sono di proprietà della padrona di casa. Ho visto in un al […]
    marcello
  • Di: Marco P. Dicembre 19, 2009
    Lei è stato fin troppo esauriente. Non posso che ringraziarla infinitamente per la risposta. Cordialità.
    Marco P.
  • Di: c0cc0bill Dicembre 19, 2009
    Allora, gentile Chicunett. Per poter esercitare azione di regresso contro i giranti dell'assegno è necessario che l'assegno stesso sia stato protestato (o vi sia stata dichiarazione di constatazione equivalente da parte della banca). Nel suo caso, il protesto c'è stato. Il commento aggiungeva (e questo ha creato forse confusione - me ne scuso) […]
    c0cc0bill
  • Di: chicunett Dicembre 19, 2009
    Mi scuso se le chiedo ancora una cosa: non mi è molto chiara questa parte: "L’azione di regresso fatto contro gli altri obbligati (i giranti e i loro avallanti) e’ invece condizionata sia alla presentazione dell’assegno entro i termini sia alla levata del protesto o all’emissione di una dichiarazione della banca detta “constatazione equivalente." Q […]
    chicunett
  • Di: chicunett Dicembre 19, 2009
    Grazie per la risposta, volevo cercare di apire meglio la parte che riguarda la mia parte e cioè: "L’azione di regresso fatto contro gli altri obbligati (i giranti e i loro avallanti) e’ invece condizionata sia alla presentazione dell’assegno entro i termini sia alla levata del protesto o all’emissione di una dichiarazione della banca detta “constatazio […]
    chicunett
  • Di: c0cc0bill Dicembre 19, 2009
    Se i benefici a cui non aveva diritto, sono stati fruiti attraverso la presentazione di un modello ISEE in cui il dichiarante è suo padre, allora suo padre sarà chiamato a rispondere della restituzione. Altrimenti è lei l'unico responsabile dal punto di vista penale e civile.
    c0cc0bill
  • Di: c0cc0bill Dicembre 19, 2009
    Il suo è un caso molto frequente. Si richiedono finanziamenti quasi in contemporanea e questi vengono puntualmente respinti. Bisogna capire che ogni qualvolta si presenta domanda per accedere ad un finaziamento, l'evento viene segnalato nella Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria. Per evitare brutte sorprese è necessario allora attendere l […]
    c0cc0bill
  • Di: c0cc0bill Dicembre 19, 2009
    Il beneficiario/portatore (la ditta F.) puo’ agire contro il traente (il cliente C.), i giranti (chicunett) ed i loro eventuali avallanti (individualmente o congiuntamente senza dover per forza osservare l’ordine nel quale si sono obbligati), nel caso in cui l’assegno non venga pagato, tramite un’azione detta “di regresso”. Tale azione, essendo l’assegno un […]
    c0cc0bill
  • Di: c0cc0bill Dicembre 19, 2009
    Gentile Marco, la seconda parte della domanda da lei posta presupporrebbe il possesso, da parte mia, di qualità divinatorie di cui, purtroppo, non dispongo. Mi limiterò, pertanto, a rispondere alla prima. La società in nome collettivo è una società di persone. Nelle società di persone i soci rispondono illimitatamente e solidalmente per le obbligazioni socia […]
    c0cc0bill

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