Consulenza ed assistenza al debitore

mai pagare oggi ciò che puoi non pagare domani …

La carta revolving ovvero lo strozzinaggio legalizzato

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... a tutte le finanziarie che propongono carte revolving

… a tutte le finanziarie che propongono carte revolving

Il costo del denaro è sceso ai minimi termini, e le banche stanno facendo il pieno di soldi dello Stato (ossia nostri), per aver male amministrato quelli dei clienti.

I poveri italiani si domandano se questa situazione del costo del denaro, della discesa dei costi dell’energia e del mercato meno rapace sarà compensata da una minore spesa per i servizi e per le tasse.

Albertone direbbe “manco pe’ gnente”! Anzi:  frutta, verdura, alimentari freschi e benzina rincarano di nuovo, e le Banche e le Finanziarie applicano spese e tassi da usura, specialmente a quei poveracci che, non arrivando alla fine del mese, ricorrono verso gli ultimi giorni alla spesa con le carte.

Naturalmente è tutta gente che ha optato per il rimborso rateale del debito, ed indovinate di quanto sono gli interessi? Sono il 1,56% mensile, equivalente ad un TAN del 18,72% ed un TAEG del 20,41%.

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La prescrizione – Quando il creditore non può più pretendere il pagamento del debito

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I creditori – cioè i soggetti che, nella fattispecie, sono legittimati a pretendere un qualsiasi pagamento – sono tenuti ad esercitare lo stesso entro un termine di tempo, fissato dalla legge caso per caso.  Trascorso tale termine, il nostro debito si estingue per prescrizione e nessuno potrà più pretenderne il pagamento.

Di seguito pubblichiamo un utile promemoria dei debiti e dei loro tempi di prescrizione..

prescrizione - accreditamento indebito su conto corrente,  prescrizione - affitti pigioni e ogni altro onere legato alla locazione,  prescrizione - assegni,  prescrizione - azioni di regresso,  prescrizione - bollette relative ad utenze,  prescrizione - bollo auto,  prescrizione - calcolo dei termini,  prescrizione - cambiali,  prescrizione - canone rai,  prescrizione - compensi degli ufficiali giudiziari,  prescrizione - compensi riguardanti spedizioni e trasporto di cose o persone,  prescrizione - contestazione del danno derivante da fatto illecito doloso o colposo,  prescrizione - contestazione del danno derivante dalla circolazione dei veicoli,  prescrizione - contravvenzioni stradali,  prescrizione - contributi inps,  prescrizione - dichiarazioni dei redditi,  prescrizione - diritti derivanti da contratti di assicurazione,  prescrizione - diritto alla provvigione dei mediatori,  prescrizione - errore a vantaggio del titolare di conto corrente,  prescrizione - fatture e ricevute relative a prestazioni alberghiere,  prescrizione - fatture o ricevute relative a prestazioni di artigiani o manutentori,  prescrizione - interruzione,  prescrizione - iscrizioni a scuole e palestre private,  prescrizione - pagamento dei beni acquistati,  prescrizione - parcelle di professionisti,  prescrizione - rate di finanziamento,  prescrizione - rate di premi di assicurazioni,  prescrizione - rette scolastiche,  prescrizione - rette scolastiche lezioni impartite da insegnanti,  prescrizione - sospensione,  prescrizione - spese condominiali,  prescrizione - termini temporali,  prescrizione cartelle esattoriali,  prescrizione decorrenza,  prescrizione e decadenza,  prescrizione multe,  prescrizione ordinaria,  prescrizione pagamenti rateali,  prescrizione presuntiva,  prescrizione rate di mutuo,  prescrizione tributi locali ici tarsu tosap

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Prove di pagamento – Tempi di conservazione per documenti fiscali, ricevute, fatture e scontrini per evitare di pagare due volte

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Perché conservare la “prova” di un pagamento?

Documenti fiscali , ricevute, fatture e scontrini sono documenti che siamo tenuti a conservare per dimostrare l’avvenuto pagamento. Non farlo ci esporebbe al rischio di dover pagare una seconda volta, per giunta con l’aggravio di interessi e more.

Ma quanto a lungo dobbiamo tenere le quietanze di pagamento? Per rispondere a questa domanda dobbiamo ricordare che esistono diverse durate dell’obbligo di conservazione, che variano a seconda del tipo di documento. I titolari di un diritto – cioè i soggetti che, nella fattispecie, sono legittimati apretendere il pagamento – sono tenuti ad esercitare lo stesso entro un termine di tempo, fissato dalla legge caso per caso. Trascorso tale termine, il nostro debito si estingue per “prescrizione”, e nessuno potrà più pretenderne il pagamento, soltanto a questo punto potremo disfarci della ricevuta.

Di seguito pubblichiamo un utile promemoria dei documenti da conservare e dei loro tempi di prescrizione. Teniamo comunque presente che è sempre meglio eccedere un po’ con la prudenza, conservando le ricevute almeno un paio di anni in più rispetto ai limiti indicati nelle tabelle che seguono. I termini di rivalsa per i titolari dei crediti, infatti , possono venire prorogati anche di mesi, e quindi il disfarsi dei documenti con un po’ di ritardo “strategico” può metterei al riparo da brutte sorprese.

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Consolidamento debiti – estinguere i vecchi debiti, unificare le rate e pagare di meno – se ne parla a Salvadanaio

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Ah, le rate di fine mese! Quante sono le famiglie italiane che mensilmente fanno i conti con i debiti da pagare? Il mutuo, l’automobile, ma anche il televisore o più banalmente l’ultima settimana di vacanza in montagna. Piccoli e grandi prestiti che si sommano a fine mese in altrettanto piccole o grandi rate e interessi da pagare. Chi almeno per una volta non si è lasciato tentare infatti da promozioni come “acquisti oggi paghi domani”, “compri a rate”, “acquisti a tasso zero”? Ma tra un finanziamento e l’altro si può correre il rischio di sottostimare il peso dei debiti accumulati e non riuscire a fine mese a far fronte ai pagamenti.

Non tutti sanno che esiste un modo per tenere sotto controllo le spese rateali e ridurre anche il peso da pagare. La pratica, già molto diffusa all’estero ed ormai offerta anche da molte finanziarie e banche italiane, prende il nome di prestito di consolidamento. L’operazione, molto semplicemente, estingue i singoli debiti contratti nel tempo con più istituti creditizi, unificando tutte le rate in un unico rimborso mensile. Più si allunga la durata del nuovo finanziamento, più si può abbattere la rata mensile. Al tempo stesso però, attenzione, gli interessi da pagare aumentano.

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Debiti e regime di comunione dei beni – domande e risposte

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Quali sono i beni personali che non rientrano nella comuni­one?

a. I beni di proprietà del coniuge prima del matrimonio.

b. I beni ricevuti dopo il matrimonio per donazione o eredità.

c. I beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge.

d. I beni che servono all’esercizio della professione di ciascun coniuge.

e. I beni ottenuti in risarcimento di un danno e la pensione di invalidità.

f. I beni acquistati con il ricavato proveniente dalla vendita dei beni personali o con il loro scambio.

Nei casi c, d e f sopra indicati, l’esclusione dalla comuni­one deve risultare dall’atto di acquisto, se di esso ha fatto parte anche l’altro coniuge; se non risulta l’esclusione, il bene è comune.

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Debiti ed attività d’impresa – il fondo patrimoniale

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Ogni attività d’impresa presenta necessariamente dei rischi. Il capitale investito può produrre un guadagno, ma anche subire delle perdite, e ciò rientra nel concetto stesso di rischio d’impresa.

L’imprenditore, però, ha a propria disposizione alcuni strumenti per limitare il rischio d’impresa, mettendo al riparo da qualsiasi sorpresa i beni di uso personale (prima di tutto la casa) per evitare che siano coinvolti negli eventuali problemi dell’azienda.

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Written by il consigliere debiti

8 Novembre 2008 alle 21:34

Sovraindebitamento, istruzioni per l’uso – a cura di Gianpaolo Luzzi

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Quali sono le cause del sovraindebitamento?

Indebitamento volontario

L’individuo ha una propensione a spendere in modo compulsivo senza avere risorse immediate e neanche future. Si fa abbindolare dai “potrete pagare comodamente a rate” “la prima rata tra un anno” “il costo di un caffè al giorno”…. Sovraindebitato perché imprevidente o miope, sovrastima le proprie risorse e/o sottostima l’onere dei rimborsi. In Inghilterra il fenomeno è chiamato “run into debts”. Negli Usa esistono gruppi di aiuto per disintossicarsi dall’uso sfrenato delle carte di credito “i debitori anonimi”.

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Written by il consigliere debiti

20 Ottobre 2008 alle 18:16

Prestiti e rate – domande e risposte

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Ho letto che prima di sottoscrivere un prodotto per il consolidamento del debito che sostituisce i vecchi prestiti con uno nuovo a più lunga durata, bisogna essere molto prudenti: in quali casi vale la pena di farlo?

Il consolidamento dei prestiti permette di riunire in un’unica rata i diversi prestiti contratti per la casa o per comprare l’auto. Il vantaggio è una riduzione della somma da pagare ogni mese, lo svantaggio, invece, l’allungamento della durata del nuovo prestito e il conseguente pagamento di maggiori interessi.

Dunque, valutate bene questa opportunità: potrebbe essere conveniente solo se l’allungamento della durata è modesto e il tasso offerto dalla nuova banca è più basso della media dei tassi pagati con i prestiti in essere. Occhio poi alle spese, come per esempio il costo di istruttoria, e all’estinzione anticipata dei prestiti che di solito (a parte i mutui stipulati dal 2 febbraio 2007 in avanti) comporta il pagamento di una penale.

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Una guida di sopravvivenza per debitori assediati

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Dopo l’ampio riscontro di letture registrato per l’articolo titolato “Come non pagare tutto il debito e vivere sereni”, ho deciso  di scrivere questo seconda guida di sopravvivenza  per il debitore assediato (oggi più di ieri) dalle società di recupero crediti.

Può sembrare un paradosso, ma una delle armi di difesa più efficaci nelle mani del debitore perseguitato  consiste proprio nella scrupolosa e attenta istanza di applicazione delle leggi vigenti. Questo, mi sia consentito precisarlo subito (a scanso di equivoci purtroppo sempre latenti)  non significa assolutamente che le società di recupero credito operino in contesti fuori legge. Anzi, il fatto che sul secondo scranno della nostra Repubblica sieda il sen. Renato Schifani, che  in quell’ambiente ha mosso i primi passi, è garanzia del contrario.

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Il consolidamento debiti per cattivi pagatori in ultima istanza e in assenza di garanti

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Cosa è il consolidamento debiti

Il consolidamento debiti, a cui ci si riferisce anche con i termini ristrutturazione debiti o rifinanziamento debiti, consiste essenzialmente in una operazione finalizzata a:

  1. sostituire  i diversi soggetti con cui si risulta indebitati (finanziarie e/o banche e/o società di recupero crediti e/o agenzie erariali di riscossione) con un unico creditore;
  2. accorpare tutti i debiti in quello che indicheremo, appunto, come debito consolidato, ristrutturato o rifinanziato;
  3. conseguire  un allungamento della durata del piano di ammortamento del debito consolidato rispetto al tempo massimo di rientro previsto dai finanziamenti in essere o dalle obbligazioni intervenute prima della ristrutturazione debiti;
  4. corrispondere, per il debito consolidato, un importo mensile minore della somma delle rate relative all’esposizione debitoria complessiva non ancora rifinanziata;
  5. corrispondere, per il debito consolidato, rate mensili al posto degli importi in un’unica soluzione eventualmente previsti delle obbligazioni assunte o determinatesi prima della ristrutturazione;
  6. ottenere un miglioramento delle condizioni di rifinanziamento  rispetto a quelle che caratterizzano il debito in esercizio prima della ristrutturazione;
  7. ricavare ulteriore liquidità al netto del debito consolidato residuale.

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Il debitore che accetta la cambializzazione dei debiti è un pò come il condannato all’impiccagione che prepara il cappio al boia

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Alcune società di recupero crediti propongono, all’accettazione del debitore, un accordo transattivo che prevede una ipotesi a saldo e stralcio delle posizioni debitorie pregresse, con un abbattimento degli importi a capitale e una riduzione degli interessi maturati.

All’accordo transattivo si aggiunge, non di rado, un piano di rientro del debito basato su una rimodulazione degli importi e delle scadenze convenute nel contratto originario. Si tratta, in pratica, di un piano di rateazione tipico di una operazione di consolidamento dell’esposizione debitoria: rate di importo più contenuto a fronte di un periodo di ammortamento di  durata maggiore.

Ecco, dunque, pronto  il piano di rientro a saldo e stralcio dei debiti pregressi. E’ a  questo punto che, il più delle volte, viene servita la polpetta avvelenata.  Si chiama “cambializzazione del debito”.

Si propone, cioè,  l’accettazione del “vantaggioso” accordo subordinandolo alla sola condizione che il debitore  emetta cambiali, a beneficio della società di recupero crediti, in numero, importo e scadenze temporali che ricalcano  quanto previsto nel piano di rientro a saldo e stralcio dei debiti pregressi.

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La messa in mora del creditore

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Avete letto bene, il titolo è proprio la messa in mora del creditore!!!

Cosa è la messa in mora del creditore

Si ha mora del creditore nel caso in cui questi rifiuti, senza un legittimo motivo, di ricevere il pagamento offertogli dal debitore (ai sensi degli articoli 1208 e 1209 del codice civile), o nel caso in cui il creditore non compia gli atti (cosiddetti preparatori) necessari al ricevimento della prestazione dovuta dal debitore.

Così, mentre la mora del debitore pone in essere un illecito civile siccome consistente nella violazione di un obbligo il quale produrrà una responsabilità in capo al debitore, nella mora del creditore (o mora accipiendi) non vi sarà una valutazione di colpevolezza e/o responsabilità, in quanto l’obbligo del creditore di accettare la prestazione del debitore non è contemplato.

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Diffida e messa in mora

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LA DIFFIDA

La raccomandata A/R di diffida serve ad avvertire un soggetto che, se mettesse in pratica o continuasse a praticare determinate azioni, illegittime o indesiderate, ci si rivolgera’ all’autorita’ competente.

Esempi pratici:

- continuano ad arrivare solleciti di pagamento quando avete gia’ provveduto o a cui non siete tenuti;

- vi vogliono attivare un servizio telefonico non richiesto;

- vi tempestano di telefonate per vendervi prodotti/servizi.

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Written by un agente esattoriale

21 Settembre 2008 alle 10:26

Pignorabilità dello stipendio per dipendenti pubblici e privati

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forbici1Un attento lettore scrive:

“Con il vostro gentile aiuto, mi piacerebbe comprendere:

1) su quali basi il giudice può disporre il pignoramento del quinto dello stipendio o pensione per crediti diversi da quelli ai punti 1, 2 e 3 del capitolo PIGNORABILITA’ DELLO STIPENDIO (scheda di Sabelli/Moscano), p.e. quelli vantati da soggetti privati;

2) l’incongruenza tra l’enunciato per cui “vige per tutti gli stipendi (nonche’ le gratifiche, le pensioni, le indennita’, i sussidi, etc) la regola generale secondo cui essi sono impignorabili ed insequestrabili salvo …” e la prassi di procedere al pignoramento di questi nella misura massima di un quinto per qualsiasi generico credito.

Grazie e cordiali saluti.”

Questo quesito coglie una evidente incongruenza, che va senz’altro sanata.

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La rete delle rate e i trucchi delle finanziarie (ovvero attenti al “prendi oggi e cominci a pagare in comode rate fra sei mesi”) – la radio ne parla

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La pubblicità del finanziamento recitava: paghi tra 6 mesi a interessi 0, tan 0 taeg 0. Ma è corretto che i manifesti, i volantini e anche gli incaricati dei vari negozi non parlino né delle spese di imposta di bollo, né delle spese di incasso rata, né della carta revolving?

Se paghi fra sei mesi, ti facciamo lo sconto del 20%, se invece paghi subito niente riduzione, anzi rischi di spendere di più. Sembra un paradosso, ma è quel che accade spesso: si chiama credito al consumo.

E’ uno dei pilastri di economie dinamiche, uno strumento che noi italiani abbiamo scoperto con molto ritardo. Italiani che al 90% riescono a restituire il prestito, ma secondo le associazioni dei consumatori spesso non sanno cosa devono guardare e pretendere: il TAN, il TAEG cosa sono?

la radio ne parla, ascoltiamo insieme

Protesto di un assegno – cosa puo’ fare il creditore per recuperare il credito – opzioni concesse al debitore per limitare i danni

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PROTESTO DI UN ASSEGNO

Il protesto di un assegno è il procedimento con il quale viene dichiarato pubblicamente, da parte di un notaio, ufficiale giudiziario o segretario comunale, il mancato pagamento della somma indicata in un assegno presentato all’incasso in tempo utile.

La funzione principale del protesto, è quella di garantire al portatore dell’assegno l’esercizio dell’azione di regresso nei confronti dei debitori: quindi sia nei confronti del traente che degli eventuali giranti. Detta funzione, però, non è l’unica.

Il protesto, infatti, svolge anche una non trascurabile efficacia probatoria, quale conseguenza del fatto di essere atto pubblico che fa fede, dunque, fino a querela di falso, dell’avvenuta presentazione dell’assegno e del suo mancato pagamento.

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Il fallimento del debitore consumatore e la cancellazione dei debiti – una soluzione al sovraindebitamento delle famiglie

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Ad oggi non esiste una definizione universalmente accettata né è dato rinvenire una nozione giuridica di sovraindebitamento, come lo si debba misurare, quando ricorra e dove tracciare la linea di confine tra normale ed eccessivo indebitamento per una famiglia. Tuttavia, è possibile rinvenire una situazione di tal genere ogni qualvolta ricorra l’impossibilità manifesta per il debitore di far fronte all’insieme dei propri debiti non professionali.

Più precisamente per sovraidebitamento deve intendersi una situazione di difficoltà finanziaria non temporanea, ma permanente, ad adempiere alle obbligazioni assunte facendo ricorso ai redditi ed ai propri beni mobili ed immobili; per insolvenza della persona fisica si intende l’incapacità a far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni, purché si tratti di debiti contratti per esigenze diverse da quelle attinenti all’attività lavorativa svolta.

Negli Usa il privato cittadino che non riesce più a pagare le rate dei propri debiti può chiedere al tribunale di vendere le proprie proprietà e distribuire il ricavato ai creditori, in modo da ottenere la possibilità di ricostituire un merito di credito. Si tratta di una sorta di “fallimento” personale che viene gestito attraverso il ricorso alle procedure descritte dal settimo capitolo (Chapter 7) del Codice fallimentare Usa. In alternativa, in base al Capitolo 13 (Chapter 13) i privati con fonti di reddito regolari possono chiedere ai giudici civili di bloccare l’escussione dei debiti senza dover liquidare il proprio patrimonio per un periodo di tempo prefissato, dai tre ai cinque anni, durante il quale non potranno accedere al credito ma saranno tenuti a rimborsare quanto dovuto ai creditori. È un meccanismo simile a quello delle imprese che possono ricorrere all’undicesimo capitolo (Chapter 11) del medesimo Codice.

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La rete delle rate e i trucchi delle finanziarie (ovvero attenti al “prendi oggi e cominci a pagare in comode rate fra sei mesi”) – se ne discute a EXIT

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Vi siete mai chiesti perchè nei grandi centri commerciali gli sconti per acquisti di elettrodomestici, tv, hifi ecc. siano riservati esclusivamente a chi chiede un finanziamento? Non vi sembra strano che chi vuole pagare in contanti debba corrispondere l’intera cifra senza alcuno sconto?

Facciamo un esempio. Prendiamo un TV color del costo di 700 euro. Il rivenditore, sia che paghiate in contanti sia che richiediate un finanziamento, incassa sempre 700 euro. Se chiedete un finanziamento, tuttavia, potete fruire di uno sconto che oscilla di solito intorno al 20%. L’importo dello sconto, in questa ipotesi pari a 140 euro, ve lo regala la finanziaria. Non solo, pagherete a rate o in una unica soluzione solo fra sei mesi!

E allora, tutte le finanziarie SANTE SUBITO?

Occhio gente. Cercate almeno di capire perchè la finanziaria vi getta l’amo. E imparate a mangiare la mosca che fa da esca, senza restare impigliati all’amo!

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Come “incastrare” una società di recupero crediti con un accordo a saldo e stralcio

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Il contenzioso in materia di contratti bancari e/o finanziari è problema di grande rilievo e tale da costituire gran parte della materia sottoposta all’esame delle Autorità giudiziarie. Non sempre, però, può risultare premiante per il creditore adire l’Autorità Giudiziaria per il recupero del credito; sia per la nota lungaggine del processo civile, sia per il grado di aleatorietà che comporta ogni causa.

La transazione è uno dei rimedi stragiudiziali che si è fatto strada in questi ultimi anni.

Cosa è una accordo transattivo

Un accordo transattivo è un contratto col quale le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine a una lite già incominciata o prevengono una lite che può sorgere tra di loro.

La lite che la transazione mira a comporre, può essere sia giudiziale che stragiudiziale: il che comporta che lo strumento transattivo possa essere utilizzato anche quando la situazione debitoria sia talmente grave da aver indotto il creditore ad adottare iniziative di carattere giudiziario.

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Prescrizione e decadenza dei diritti – uno scadenzario per il debitore

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La prescrizione

La prescrizione e’ un mezzo con cui l’ordinamento giuridico opera l’estinzione dei diritti quando il titolare non li esercita entro il termine previsto dalla legge (codice civile, art.2934 e segg.).

La decadenza

La decadenza consiste nella perdita della possibilita’ di esercitare un diritto per il mancato esercizio in un termine perentorio (codice civile, art.2964 e segg.)

Differenze fra decadenza e prescrizione

In termini pratici i due concetti sono molto simili, ma giuridicamente no. La prescrizione, infatti, e’ stabilita solo dalla legge mentre la decadenza puo’ anche essere frutto di accordi tra due parti. Gli esempi tipici sono il termine entro cui si devono contestare i vizi sui beni acquistati dai consumatori (due mesi dalla loro scoperta, la decadenza) ed il termine entro il quale tale diritto puo’ essere esercitato, promuovendo magari una causa (due anni dall’acquisto, la prescrizione)

E’ importante sapere che sia la prescrizione che la decadenza non possono essere rilevate d’ufficio da un giudice. Cio’ significa che e’ necessario contestare attivamente il decorso dei termini (personalmente o attraverso un avvocato), senza aspettare che sia il giudice a rilevare il fatto. La prescrizione e la decadenza sono elementi da considerare subito, sia quando si intende esercitare un diritto sia quando ci vengono chiesti adempimenti (pagamenti di multe, bollette, cartelle esattoriali, etc.). E’ bene tener presente, in quest’ottica, che il pagamento preclude la possibilita’ di opporre la prescrizione.

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Il Pubblico Registro dei Protesti e la riabilitazione dei debitori protestati

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I nominativi dei soggetti insolventi vengono inseriti in un apposito elenco, denominato Cattivi pagatori, tramite la procedura del protesto. I pubblici ufficiali abilitati al protesto (notai, per esempio) sono tenuti a compilare l’atto di protesto (la cosiddetta levata di protesto) e a comunicare i dati dei cattivi pagatori alla camera di commercio.

Se il protestato non dovesse effettuare il pagamento in questione, subirebbe due conseguenze: il pignoramento (se il creditore prosegue nell’attività giudiziale) ed una permanenza di 5 anni nel Pubblico Registro Informatico dei Protesti trascorsi i quali la cancellazione avviene automaticamente.

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La regolamentazione dell’accesso ai dati del debitore censito negli elenchi dei cattivi pagatori

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I sistemi di informazioni creditizie (SIC): cosa sono, come funzionano ed i diritti dei debitori censiti negli elenchi dei cattivi pagatori.

1. Cosa sono i SIC

I sistemi di informazioni creditizie (SIC) raccolgono e conservano le informazioni sulle richieste di finanziamento e sui rapporti di credito tra le banche/società finanziarie e i loro clienti. Le banche/società finanziarie vi si rivolgono sia per comunicare i dati del consumatore che ha chiesto e/o ottenuto un finanziamento, sia per ricevere informazioni su di esso, qualora debbano decidere se concedergli o meno un prestito. Ciò è necessario ai fini della gestione del rischio creditizio e della stabilità del mercato finanziario.

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Siete indebitati e le società di recupero crediti vi perseguitano? Ecco come comportarsi

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Ci riferiremo, tanto per fissare le idee, a debiti derivanti da acquisti effettuati avvalendosi di contratti di finanziamento per il così detto credito al consumo.

La finanziaria, che non riesce a recuperare le somme erogate, non agisce direttamente contro il debitore. In genere non è organizzata, nè ha le competenze, per l’attività di esazione.

Attraverso operazioni di factoring il credito viene allora ceduto alle società di recupero crediti.

Per avere una idea del mondo sconosciuto ai più di crediti comprati e venduti e delle politiche di gestione dei crediti delle società di recupero, consigliamo di visionare i filmati, disponibili in questo blog, sulla cessione dei crediti e sulle società di recupero crediti non UNIREC.

Chiameremo il nostro ipotetico debitore protagonista Pippo.

Pippo ha comprato una cucina comprensiva di macchina del gas, frigorifero e congelatore. Con ripiani in marmo. Bene. Il tutto gli è costato 10 mila euro, ma a rate, usufruendo di un finanziamento concesso per credito al consumo. Non solo. Il pagamento inizia dopo 6 mesi a tasso zero (ma questo neanche gli interessa) e quel che più importante non ha sborsato neanche un euro di anticipo.

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Come non pagare tutto il debito e vivere sereni …

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In riferimento all’articolo pubblicato in un post precedente, avente ad oggetto la recensione del libro di Giampaolo Luzzi dal titolo “Come non pagare i debiti e vivere felici …“, un lettore, Yuri, commenta:

Il libro l’ho acquistato e letto. E’ una cosa del tutto nuova e mi viene difficile spiegare la genialata di una cosa del genere. In sostanza nel libro, senza falsi moralismi e senza giudizi, ti mette in condizioni di decidere se vuoi pagare i tuoi debiti oppure no. Se non paghi sappi che ti accadono alcune cose. Te lo puoi permettere? Ma se decidi di pagare, ti porta per mano a scoprire un mondo del tutto sconosciuto ai più (almeno a me che sono impiegato pubblico, neanche me lo immaginavo) di crediti comprati e venduti, di politiche dei creditori. Ma lo sapete che ci sono alcuni crediti per i quali mai il creditore farebbe un’azione legale? Insomma, leggetelo e poi mi direte…

Io non ho letto il libro, ma ritengo che ciò che scrive Yuri meriti alcune importanti precisazioni.

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Recupero crediti – non sono leciti comportamenti lesivi della dignità del debitore

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Messaggi telefonici preregistrati che intimano a pagare, messaggi affissi sulla porta visibili a tutto il condominio. L’attivita’ di recupero crediti ha assunto in Italia modalita’ piu’ consone a scagnozzi e usurai che a societa’ specializzate, operanti per conto di grandi aziende, finanziarie e/o fornitrici di servizi.

Per porre freno a questo andazzo, il Garante della Privacy ha emanato un provvedimento a carattere generale che detta i principi a cui si devono attenere gli operatori del settore.

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L’amore e i prestiti – come evitare debiti di relazione

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Cosa è il debito di relazione

Il debito di relazione è quando qualcuno rimane coinvolto nei prestiti o debiti di un’altra persona a causa di un legame emotivo invece di cercare di ottenere dei benefici per se stesso. A molte donne viene chiesto di firmare documenti in qualità di coobbligato in un prestito o di garante, a volte senza capire a fondo ciò che stanno firmando. Alcune credono che la loro firma sia una semplice formalità. Altre lasciano al partner tutte le decisioni di tipo finanziario. Alcune si sentono obbligate a sostenere il partner o il figlio maggiorenne oppure pensano che sia più facile firmare un documento che affrontare la pressione.

Purtroppo spesso ignorano che questi documenti sono contratti legali vincolanti. Se si firma un documento riguardante il prestito di qualcun altro, si può venir citati per migliaia di euro. E’ importante informarsi e proteggersi in ogni accordo finanziario prima di firmare qualsiasi carta o documento.

Rivolgetevi a un legale se non siete sicuri di ciò che state firmando. Siate furbi con le finanze. Se non capite qualcosa, cercate di ottenere ulteriori informazioni o assistenza.

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Le clausole vessatorie nei contratti di credito al consumo da contestare alla società di recupero crediti

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LE CLAUSOLE VESSATORIE NEI CONTRATTI DEI CONSUMATORI

SOMMARIO:

  1. La normativa vigente
  2. Finalità della legge: il rispetto del principio dell’equilibrio contrattuale
  3. Ambito di applicazione
  4. Quando una clausola contrattuale può definirsi vessatoria
  5. L’elenco di clausole dell’art. 1469 bis c.c.
  6. Il valore esemplificativo dell’elenco
  7. Gli elementi impeditivi della vessatorietà
  8. Le clausole che sono vessatorie nonostante la trattativa individuale
  9. Il principio della trasparenza nei contratti con i consumatori
  10. Le conseguenze della vessatorietà
  11. L’azione inibitoria.

RIFERIMENTI NORMATIVI: Direttiva CEE n. 93/13; artt. 1469 bis – sexies codice civile.

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Difendersi dagli esattori di recupero crediti

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Esattori recupero crediti – Condotta estrema: uso della forza, violazione di domicilio, intimidazione

Gli esattori non possono:

  • usare o minacciare l’uso della forza contro di voi, un vostro familiare o altra persona a voi legata;
  • danneggiare o minacciare di danneggiare beni di vostra proprietà;
  • bloccare l’accesso a casa vostra o bloccare il vostro passaggio;
  • entrare in casa vostra se avete negato il permesso o rifiutarsi di andarsene quando chiedete loro di farlo.

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La privacy del debitore nel recupero crediti

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Il Garante per la protezione dei dati personali ha redatto un decalogo in riferimento a quelle società che si occupano prevalentemente dell’attività finanziaria dei recupero crediti, a seguito degli accertamenti compiuti sui ricorsi presentati da numerosi cittadini e associazioni a tutela dei consumatori, che avevano segnalato un uso illecito dei loro dati personali.

Si tratta di un provvedimento a carattere generale che ha quali precisi destinatari finanziarie, banche, concessionari di pubblici servizi, che testualmente così recita: “chiunque svolga attività di recupero crediti non deve mettere in atto comportamenti che, sia nella fase di raccolta delle informazioni sul debitore sia nel tentativo di presa di contatto, possano ledere la riservatezza e la dignità personale”.

In particolare vengono censurate tutte quelle attività che possono rivelarsi “invasive o lesive della dignità personale”: qualora si renda necessario il sollecito per la riscossione dei pagamento dovuti, non è conforme ai principi legali, divulgare a persone estranee al rapporto creditorio, quali possono essere i familiari, colleghi di lavoro o vicini di casa, qualsiasi tipo di informazione che riguardi i mancati pagamenti.

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Written by il consigliere debiti

9 Novembre 2007 alle 13:06

La smorfia del debitore – se proprio non ce la fate a pagare i vostri debiti, allora giocateveli al lotto

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Sei sommerso dai debiti e non sai come uscirne?

Hai chiesto consigli ai “luminari” del blog e loro non ti hanno dato alcuna speranza di sopravvivere ai debiti?

Sei affetto dalla sindrome da shopping compulsivo e non hai risorse nè immediate nè future?

Non riesci a resistere alle sirene del “compra oggi e paga domani … comodamente a rate, la prima tra un anno … il tutto al costo di un caffè al giorno”?

Sei sovraindebitato perché imprevidente e miope, hai sovrastimato le tue risorse e sottostimato l’onere dei rimborsi?

Sei quello che nei paesi anglosassoni definiscono come un “the run into debts man”?

Non hai trovato un gruppo di “automutuoaiuto” vicino casa tua, nè un’associazione di “debitori anonimi” per disintossicarti dall’uso sfrenato delle carte di credito e di quelle revolving?

Non puoi fare a meno dell’ultimo modello di Iphone per collegarti ad internet quando sei al cesso o del televisore al plasma ad alta definizione e schermo panoramico per spiare, dal buco del catodo, cosa accade nella casa del Grande Fratello? Non riesci a rinunciare al SUV da 400 cv per girare nel quartiere dove abiti e il tempo non ti passa mai se non hai al polso un Rolex da due chili e passa per scolpire i muscoli delle braccia?

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Written by la smorfiosa

13 Aprile 2009 alle 15:54

La prescrizione – Quando il creditore non può più pretendere il pagamento del debito

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I creditori – cioè i soggetti che, nella fattispecie, sono legittimati a pretendere un qualsiasi pagamento – sono tenuti ad esercitare lo stesso entro un termine di tempo, fissato dalla legge caso per caso.  Trascorso tale termine, il nostro debito si estingue per prescrizione e nessuno potrà più pretenderne il pagamento.

Di seguito pubblichiamo un utile promemoria dei debiti e dei loro tempi di prescrizione..

prescrizione - accreditamento indebito su conto corrente,  prescrizione - affitti pigioni e ogni altro onere legato alla locazione,  prescrizione - assegni,  prescrizione - azioni di regresso,  prescrizione - bollette relative ad utenze,  prescrizione - bollo auto,  prescrizione - calcolo dei termini,  prescrizione - cambiali,  prescrizione - canone rai,  prescrizione - compensi degli ufficiali giudiziari,  prescrizione - compensi riguardanti spedizioni e trasporto di cose o persone,  prescrizione - contestazione del danno derivante da fatto illecito doloso o colposo,  prescrizione - contestazione del danno derivante dalla circolazione dei veicoli,  prescrizione - contravvenzioni stradali,  prescrizione - contributi inps,  prescrizione - dichiarazioni dei redditi,  prescrizione - diritti derivanti da contratti di assicurazione,  prescrizione - diritto alla provvigione dei mediatori,  prescrizione - errore a vantaggio del titolare di conto corrente,  prescrizione - fatture e ricevute relative a prestazioni alberghiere,  prescrizione - fatture o ricevute relative a prestazioni di artigiani o manutentori,  prescrizione - interruzione,  prescrizione - iscrizioni a scuole e palestre private,  prescrizione - pagamento dei beni acquistati,  prescrizione - parcelle di professionisti,  prescrizione - rate di finanziamento,  prescrizione - rate di premi di assicurazioni,  prescrizione - rette scolastiche,  prescrizione - rette scolastiche lezioni impartite da insegnanti,  prescrizione - sospensione,  prescrizione - spese condominiali,  prescrizione - termini temporali,  prescrizione cartelle esattoriali,  prescrizione decorrenza,  prescrizione e decadenza,  prescrizione multe,  prescrizione ordinaria,  prescrizione pagamenti rateali,  prescrizione presuntiva,  prescrizione rate di mutuo,  prescrizione tributi locali ici tarsu tosap

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Prove di pagamento – Tempi di conservazione per documenti fiscali, ricevute, fatture e scontrini per evitare di pagare due volte

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Perché conservare la “prova” di un pagamento?

Documenti fiscali , ricevute, fatture e scontrini sono documenti che siamo tenuti a conservare per dimostrare l’avvenuto pagamento. Non farlo ci esporebbe al rischio di dover pagare una seconda volta, per giunta con l’aggravio di interessi e more.

Ma quanto a lungo dobbiamo tenere le quietanze di pagamento? Per rispondere a questa domanda dobbiamo ricordare che esistono diverse durate dell’obbligo di conservazione, che variano a seconda del tipo di documento. I titolari di un diritto – cioè i soggetti che, nella fattispecie, sono legittimati apretendere il pagamento – sono tenuti ad esercitare lo stesso entro un termine di tempo, fissato dalla legge caso per caso. Trascorso tale termine, il nostro debito si estingue per “prescrizione”, e nessuno potrà più pretenderne il pagamento, soltanto a questo punto potremo disfarci della ricevuta.

Di seguito pubblichiamo un utile promemoria dei documenti da conservare e dei loro tempi di prescrizione. Teniamo comunque presente che è sempre meglio eccedere un po’ con la prudenza, conservando le ricevute almeno un paio di anni in più rispetto ai limiti indicati nelle tabelle che seguono. I termini di rivalsa per i titolari dei crediti, infatti , possono venire prorogati anche di mesi, e quindi il disfarsi dei documenti con un po’ di ritardo “strategico” può metterei al riparo da brutte sorprese.

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Buone notizie per i debitori: far debiti fa bene alla salute! – Altrimenti si rischia la sindrome del risparmiatore, ci si ammala di iperopia e si patisce il rimorso del consumatore

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shoppingfg2In tempo di crisi e recessione, arriva una nuova malattia: la sindrome del risparmiatore.

In barba alla mania dello shopping, oggi siamo tutti a rischio di incappare nel problema opposto, capace di rovinare l’umore e scatenare ansia e depressione. Almeno secondo gli psicologi americani che ‘fotografano’ il fenomeno sul ‘New York Times’.

La sindrome è stata battezzata ‘iperopia’ perché – proprio come chi soffre del disturbo della vista opposto alla miopia (meglio noto in italiano come ipermetropia) – queste persone vedono molto bene da lontano, ma hanno difficoltà con il presente.

Risultato? Sono ossessionate dall’idea di prepararsi al futuro e non possono godersi l’oggi, finendo col privarsi di tutto. Così queste persone sono sempre tristi e depresse, e finiscono per perdere ogni opportunità di star bene e divertirsi. Bruciare soldi e carta di credito per una vacanza, un paio di stiletti fiammanti o un televisore al plasma può, in effetti, causare il ‘rimorso del consumatore’.

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La donazione dei beni può essere impugnata dai creditori quando è evidentemente finalizzata ad evitare di pagare i debiti

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Mio fratello, nullatenente, ha alcuni debiti sospesi (Cartelle Esattoriali, multe, finanziamenti al consumo non pagati ecc.) e, essendo la nostra madre ormai quasi ottantenne, non vorremmo che i creditori si rifacessero sulla piccola eredità  immobiliare che andrebbe a lasciare. Con il beneplacito del fratello, avremmo dunque pensato ad una donazione da fare a mio nome. Esclusa la possibilità d’impugnazione da parte del fratello, possono in qualche maniera i creditori (ivi compresa la Equitalia) chiedere l’invalidazione di detta donazione, con conseguente aggressione del 50% dell’eredità? Ringrazio (giuseppe)

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Dilazione della cartella esattoriale – Tolleranza zero per il pagamento tardivo della prima rata

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Il mancato tempestivo pagamento della prima rata determina  la decadenza dal beneficio della rateazione del ruolo concesso e la perdita degli ulteriori vantaggi fra i quali il venir meno della qualifica di soggetto inadempiente ai sensi e per gli effetti dell’art. 48-bis del dpr 602/73 (riscossione crediti da parte di pubbliche amministrazioni).

È importante quindi, come si arguisce dalla lettura delle direttive Equitalia in materia, non incorrere in errori e procedere tempestivamente al pagamento della prima rata nei termini previsti dal provvedimento di accoglimento dell’istanza di dilazione.

Da ricordare che la prima rata, sia per termini di scadenza che per il suo importo, si distingue dalle altre previste nel piano di dilazione approvato dalla concessionaria della riscossione. Quanto al termine di scadenza, esso sarà legato alla data di accoglimento del provvedimento di rateazione e comunque dovrà consentire al debitore di disporre di almeno otto giorni lavorativi per poter effettuare il pagamento.

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Condomino moroso e decreto ingiuntivo

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Nella quotidiana vita condominiale le quote di spesa sono un male necessario, ma fonte di discussione di ogni assemblea. Spesso, di fronte a situazioni condominiali mal gestite, alcuni inquilini credono di tutelarsi sospendendo il pagamento della propria quota. Una scelta sbagliata e inefficace, perché il condomino moroso rischia di vedersi notificare un decreto ingiuntivo per procedere al pignoramento.

Le spese condominiali hanno la funzione di far fronte alla manutenzione dell’abitazione. Dalla pulizia delle scale al riscaldamento. Dalla portineria all’illuminazione delle parti comuni. In linea di principio, eccetto che per diversa convenzione prevista da una deliberazione unanime o nel regolamento, ogni condomino vede determinata la propria quota di spesa in proporzione al valore della proprietà di ciascuno o dell’uso che ciascuno può fare del bene comune.

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Written by massimo respighi

25 Febbraio 2009 alle 09:24

Occhio all’esattore – I contribuenti vessati dalle cartelle pazze

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Ipoteca sulla casa per una multa, scatta il fermo anche sull’auto. E’ l’effetto di tasse non pagate, di una multa per infrazioni al codice della strada dimenticata, ma, qualche volta, anche delle “cartelle pazze”.

Le cartelle pazze colpiscono oramai in maniera indiscriminata, coinvolgendo addirittura bambini e defunti.

Nella puntata di Mi Manda Rai3, dedicata al problema, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, si è reso protagonista di un increscioso episodio. Vediamolo.

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Quando lo Stato o un qualsiasi ente pubblico deve recuperare un credito derivante da sanzione amministrativa o da imposte, tasse, contributi, canoni non pagati, multe, ecc. vi provvede attraverso la cartella esattoriale. Accertato il debito, l’ente creditore (detto anche “ente impositore”) lo iscrive in un elenco denominato “ruolo” che contiene i nominativi dei debitori e che viene periodicamente inviato all’agente della riscossione (o ‘concessionario”) territorialmente competente, in relazione al domicilio fiscale dei contribuenti, affinché provveda alla riscossione.

Dal 1 ottobre 2006 la riscossione è attribuita alla Agenzia delle Entrate e all’lnps che, per tale attività, si avvalgono della società Equitalia Spa, la quale a sua volta agisce direttamente o tramite partecipate che di solito sono le stesse società operanti precedentemente come “concessionarie” (ad es. la Gerit è ora diventata Equitalia Gerit, Esatri è ora Equitalia Esatri).

L’agente della riscossione, ricevuto il ruolo, emette e notifica le cartelle esattoriali contenenti le richieste di pagamento.

Come difendersi dalle cartelle pazze

Perché cartelle “pazze”? Perché si tratta di cartelle esattoriali che non avrebbero dovuto essere emesse e notificate. Accade ad esempio in caso di:

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Written by un agente esattoriale

18 Febbraio 2009 alle 07:52

Pubblicato in cartella esattoriale, consigli al debitore, in evidenza, mi manda raitre, multimedia, recupero crediti

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Consolidamento debiti – estinguere i vecchi debiti, unificare le rate e pagare di meno – se ne parla a Salvadanaio

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Ah, le rate di fine mese! Quante sono le famiglie italiane che mensilmente fanno i conti con i debiti da pagare? Il mutuo, l’automobile, ma anche il televisore o più banalmente l’ultima settimana di vacanza in montagna. Piccoli e grandi prestiti che si sommano a fine mese in altrettanto piccole o grandi rate e interessi da pagare. Chi almeno per una volta non si è lasciato tentare infatti da promozioni come “acquisti oggi paghi domani”, “compri a rate”, “acquisti a tasso zero”? Ma tra un finanziamento e l’altro si può correre il rischio di sottostimare il peso dei debiti accumulati e non riuscire a fine mese a far fronte ai pagamenti.

Non tutti sanno che esiste un modo per tenere sotto controllo le spese rateali e ridurre anche il peso da pagare. La pratica, già molto diffusa all’estero ed ormai offerta anche da molte finanziarie e banche italiane, prende il nome di prestito di consolidamento. L’operazione, molto semplicemente, estingue i singoli debiti contratti nel tempo con più istituti creditizi, unificando tutte le rate in un unico rimborso mensile. Più si allunga la durata del nuovo finanziamento, più si può abbattere la rata mensile. Al tempo stesso però, attenzione, gli interessi da pagare aumentano.

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Tasso usuraio: verificate che il vostro prestito non lo raggiunga

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Ogni trimestre la Banca d’Italia pubblica i tassi medi delle operazioni di finanziamento per la definizione del tasso usuraio. I tassi medi aumentati della metà rappresentano il tasso massimo oltre il quale scatta il reato di usura.  Una verifica importante perché, secondo la legge, i tassi di un prestito che superano il tasso usuraio sono considerati come non apposti e al prestito sarà applicato il Taeg corrispondente al tasso nominale minimo dei Bot annuali emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto.

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Written by un sovraindebitato

20 Gennaio 2009 alle 06:39

Interesse zero e nuove forme d’usura

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Che differenza c’è tra interesse e usura? Dal mio punto di vista nessuno. Cambiano certo le forme e i tassi dell’usura, ma dal punto di vista concettuale non vi è alcuna differenza. In economia invece il discrimine passa tra ciò che viene ritenuto legale e ciò che viene ritenuto illegale. Per interi millenni i concetti si sono sovrapposti tanto che l’usura veniva intesa- e unanimemente condannata – come prestito di denaro in cambio di interessi. Il motivo dello stigma dell’usura è di grande importanza. Prestare soldi a interessi veniva condannato senz’appello perché ciò significava vendere il tempo e il tempo non appartiene agli uomini bensì a Dio. Ci hanno pensato prima le banche e poi gli stati a distinguere gli interessi dall’usura. L’usura è stata così introiettata nell’ordine economico.

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Written by il qualunquista

20 Gennaio 2009 alle 06:27

Cancellazione degli assegni protestati

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La normativa vigente non consente la cancellazione dal Registro Informatico dei Protesti per avvenuto pagamento dell’assegno dopo il protesto.

Quindi è possibile procedere alla cancellazione solo nei seguenti casi:

  • dimostrazione della illegittimità con provvedimento dell’Autorità Giudiziaria o dell’errore (ad es. con dichiarazione proveniente dell’ufficiale levatore o dall’azienda di credito) nella levata del protesto;
  • se sussistono particolari motivazioni che permettano di richiedere al Tribunale la sospensione della pubblicazione del protesto in base all’art. 700 del codice di procedura civile. E’ necessario l’intervento di un legale. La Camera di Commercio effettua la sospensione in seguito alla notifica del provvedimento del Tribunale;
  • se sussistono le condizioni per poter ottenere dal Tribunale un decreto di riabilitazione ai sensi dell’art. 17 L. 108/1996. La Camera di Commercio effettua la cancellazione su domanda dell’interessato che deve anche fornire copia del decreto di riabilitazione.

Al mancato pagamento dell’assegno è anche collegata una sanzione amministrativa (artt. 28 e ss. dlgs 507/1999) di competenza della Prefettura del luogo di pagamento.

Il pagamento tardivo dell’assegno è utile per evitare il pagamento della sanzione amministrativa, qualora venga effettuato entro 60 giorni dalla data di scadenza del termine di presentazione del titolo.

La prova dell’avvenuto pagamento deve essere data al competente Ufficio della Prefettura e non alla Camera di Commercio.

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Pignoramento presso terzi costituzionalmente legittimo anche senza l’intervento del giudice

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E’ costituzionalmente legittimo l’operato dell’agente della riscossione quando procede al pignoramento presso terzi secondo la procedura semplificativa che consente il recupero coatto dei crediti senza passare dal giudice dell’esecuzione.

E’ quanto stabilisce la Corte Costituzionale nell’ordinanza n. 393, depositata il 28/11/2008, esprimendosi sulla questione di legittimità dell’art. 72 bis del dpr 29 settembre 1973, n. 602, che consente all’agente della riscossione di pignorare direttamente, con l’ordine al terzo, i crediti del debitore presso altri soggetti, fino al raggiungimento della somma dovuta.

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Written by un agente esattoriale

12 Gennaio 2009 alle 16:10

Bollette, tasse, ricevute: per quanti anni tenere i documenti

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di Tonino Morina

Almeno cinque anni prima di cestinare una multa. Altrettanti dovrebbero passare prima di riservare lo stesso trattamento a quelle ricevute che, ammassate in tanti fascicoli in un mobile dello studio, possono dimostrare l’avvenuto pagamento di una tassa. Tempi tecnici per evitare di pagare due volte la stessa contravvenzione, nel primo caso, o per scongiurare l’arrivo di cartelle di pagamento per tributi già pagati, le cosiddette «cartelle pazze».

Ci sono documenti che, pur non soggetti a obbligo di conservazione, è comunque bene tenere nel cassetto: dal libretto di lavoro alle lettere di assunzione, di licenziamento o di dimissioni; dalle buste paga agli atti di matrimonio, di separazione e di divorzio, ai contratti di affitto registrati; dagli atti notarili di compravendita alle visure catastali dei terreni e dei fabbricati. E poi ancora i contributi previdenziali Inps o delle casse di previdenza, le sentenze di tribunale, perfino i risultati degli esami medici.

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Written by il consigliere debiti

12 Gennaio 2009 alle 15:24

Debiti e regime di comunione dei beni – domande e risposte

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Quali sono i beni personali che non rientrano nella comuni­one?

a. I beni di proprietà del coniuge prima del matrimonio.

b. I beni ricevuti dopo il matrimonio per donazione o eredità.

c. I beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge.

d. I beni che servono all’esercizio della professione di ciascun coniuge.

e. I beni ottenuti in risarcimento di un danno e la pensione di invalidità.

f. I beni acquistati con il ricavato proveniente dalla vendita dei beni personali o con il loro scambio.

Nei casi c, d e f sopra indicati, l’esclusione dalla comuni­one deve risultare dall’atto di acquisto, se di esso ha fatto parte anche l’altro coniuge; se non risulta l’esclusione, il bene è comune.

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Debiti ed attività d’impresa – il fondo patrimoniale

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Ogni attività d’impresa presenta necessariamente dei rischi. Il capitale investito può produrre un guadagno, ma anche subire delle perdite, e ciò rientra nel concetto stesso di rischio d’impresa.

L’imprenditore, però, ha a propria disposizione alcuni strumenti per limitare il rischio d’impresa, mettendo al riparo da qualsiasi sorpresa i beni di uso personale (prima di tutto la casa) per evitare che siano coinvolti negli eventuali problemi dell’azienda.

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Written by il consigliere debiti

8 Novembre 2008 alle 21:34

Sovraindebitamento, istruzioni per l’uso – a cura di Gianpaolo Luzzi

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Quali sono le cause del sovraindebitamento?

Indebitamento volontario

L’individuo ha una propensione a spendere in modo compulsivo senza avere risorse immediate e neanche future. Si fa abbindolare dai “potrete pagare comodamente a rate” “la prima rata tra un anno” “il costo di un caffè al giorno”…. Sovraindebitato perché imprevidente o miope, sovrastima le proprie risorse e/o sottostima l’onere dei rimborsi. In Inghilterra il fenomeno è chiamato “run into debts”. Negli Usa esistono gruppi di aiuto per disintossicarsi dall’uso sfrenato delle carte di credito “i debitori anonimi”.

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Written by il consigliere debiti

20 Ottobre 2008 alle 18:16

Prestiti e rate – domande e risposte

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Ho letto che prima di sottoscrivere un prodotto per il consolidamento del debito che sostituisce i vecchi prestiti con uno nuovo a più lunga durata, bisogna essere molto prudenti: in quali casi vale la pena di farlo?

Il consolidamento dei prestiti permette di riunire in un’unica rata i diversi prestiti contratti per la casa o per comprare l’auto. Il vantaggio è una riduzione della somma da pagare ogni mese, lo svantaggio, invece, l’allungamento della durata del nuovo prestito e il conseguente pagamento di maggiori interessi.

Dunque, valutate bene questa opportunità: potrebbe essere conveniente solo se l’allungamento della durata è modesto e il tasso offerto dalla nuova banca è più basso della media dei tassi pagati con i prestiti in essere. Occhio poi alle spese, come per esempio il costo di istruttoria, e all’estinzione anticipata dei prestiti che di solito (a parte i mutui stipulati dal 2 febbraio 2007 in avanti) comporta il pagamento di una penale.

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Una guida di sopravvivenza per debitori assediati

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Dopo l’ampio riscontro di letture registrato per l’articolo titolato “Come non pagare tutto il debito e vivere sereni”, ho deciso  di scrivere questo seconda guida di sopravvivenza  per il debitore assediato (oggi più di ieri) dalle società di recupero crediti.

Può sembrare un paradosso, ma una delle armi di difesa più efficaci nelle mani del debitore perseguitato  consiste proprio nella scrupolosa e attenta istanza di applicazione delle leggi vigenti. Questo, mi sia consentito precisarlo subito (a scanso di equivoci purtroppo sempre latenti)  non significa assolutamente che le società di recupero credito operino in contesti fuori legge. Anzi, il fatto che sul secondo scranno della nostra Repubblica sieda il sen. Renato Schifani, che  in quell’ambiente ha mosso i primi passi, è garanzia del contrario.

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Il consolidamento debiti per cattivi pagatori in ultima istanza e in assenza di garanti

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Cosa è il consolidamento debiti

Il consolidamento debiti, a cui ci si riferisce anche con i termini ristrutturazione debiti o rifinanziamento debiti, consiste essenzialmente in una operazione finalizzata a:

  1. sostituire  i diversi soggetti con cui si risulta indebitati (finanziarie e/o banche e/o società di recupero crediti e/o agenzie erariali di riscossione) con un unico creditore;
  2. accorpare tutti i debiti in quello che indicheremo, appunto, come debito consolidato, ristrutturato o rifinanziato;
  3. conseguire  un allungamento della durata del piano di ammortamento del debito consolidato rispetto al tempo massimo di rientro previsto dai finanziamenti in essere o dalle obbligazioni intervenute prima della ristrutturazione debiti;
  4. corrispondere, per il debito consolidato, un importo mensile minore della somma delle rate relative all’esposizione debitoria complessiva non ancora rifinanziata;
  5. corrispondere, per il debito consolidato, rate mensili al posto degli importi in un’unica soluzione eventualmente previsti delle obbligazioni assunte o determinatesi prima della ristrutturazione;
  6. ottenere un miglioramento delle condizioni di rifinanziamento  rispetto a quelle che caratterizzano il debito in esercizio prima della ristrutturazione;
  7. ricavare ulteriore liquidità al netto del debito consolidato residuale.

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Il debitore che accetta la cambializzazione dei debiti è un pò come il condannato all’impiccagione che prepara il cappio al boia

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Alcune società di recupero crediti propongono, all’accettazione del debitore, un accordo transattivo che prevede una ipotesi a saldo e stralcio delle posizioni debitorie pregresse, con un abbattimento degli importi a capitale e una riduzione degli interessi maturati.

All’accordo transattivo si aggiunge, non di rado, un piano di rientro del debito basato su una rimodulazione degli importi e delle scadenze convenute nel contratto originario. Si tratta, in pratica, di un piano di rateazione tipico di una operazione di consolidamento dell’esposizione debitoria: rate di importo più contenuto a fronte di un periodo di ammortamento di  durata maggiore.

Ecco, dunque, pronto  il piano di rientro a saldo e stralcio dei debiti pregressi. E’ a  questo punto che, il più delle volte, viene servita la polpetta avvelenata.  Si chiama “cambializzazione del debito”.

Si propone, cioè,  l’accettazione del “vantaggioso” accordo subordinandolo alla sola condizione che il debitore  emetta cambiali, a beneficio della società di recupero crediti, in numero, importo e scadenze temporali che ricalcano  quanto previsto nel piano di rientro a saldo e stralcio dei debiti pregressi.

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La messa in mora del creditore

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Avete letto bene, il titolo è proprio la messa in mora del creditore!!!

Cosa è la messa in mora del creditore

Si ha mora del creditore nel caso in cui questi rifiuti, senza un legittimo motivo, di ricevere il pagamento offertogli dal debitore (ai sensi degli articoli 1208 e 1209 del codice civile), o nel caso in cui il creditore non compia gli atti (cosiddetti preparatori) necessari al ricevimento della prestazione dovuta dal debitore.

Così, mentre la mora del debitore pone in essere un illecito civile siccome consistente nella violazione di un obbligo il quale produrrà una responsabilità in capo al debitore, nella mora del creditore (o mora accipiendi) non vi sarà una valutazione di colpevolezza e/o responsabilità, in quanto l’obbligo del creditore di accettare la prestazione del debitore non è contemplato.

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Diffida e messa in mora

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LA DIFFIDA

La raccomandata A/R di diffida serve ad avvertire un soggetto che, se mettesse in pratica o continuasse a praticare determinate azioni, illegittime o indesiderate, ci si rivolgera’ all’autorita’ competente.

Esempi pratici:

- continuano ad arrivare solleciti di pagamento quando avete gia’ provveduto o a cui non siete tenuti;

- vi vogliono attivare un servizio telefonico non richiesto;

- vi tempestano di telefonate per vendervi prodotti/servizi.

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Written by un agente esattoriale

21 Settembre 2008 alle 10:26

Pignorabilità dello stipendio per dipendenti pubblici e privati

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forbici1Un attento lettore scrive:

“Con il vostro gentile aiuto, mi piacerebbe comprendere:

1) su quali basi il giudice può disporre il pignoramento del quinto dello stipendio o pensione per crediti diversi da quelli ai punti 1, 2 e 3 del capitolo PIGNORABILITA’ DELLO STIPENDIO (scheda di Sabelli/Moscano), p.e. quelli vantati da soggetti privati;

2) l’incongruenza tra l’enunciato per cui “vige per tutti gli stipendi (nonche’ le gratifiche, le pensioni, le indennita’, i sussidi, etc) la regola generale secondo cui essi sono impignorabili ed insequestrabili salvo …” e la prassi di procedere al pignoramento di questi nella misura massima di un quinto per qualsiasi generico credito.

Grazie e cordiali saluti.”

Questo quesito coglie una evidente incongruenza, che va senz’altro sanata.

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La rete delle rate e i trucchi delle finanziarie (ovvero attenti al “prendi oggi e cominci a pagare in comode rate fra sei mesi”) – la radio ne parla

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La pubblicità del finanziamento recitava: paghi tra 6 mesi a interessi 0, tan 0 taeg 0. Ma è corretto che i manifesti, i volantini e anche gli incaricati dei vari negozi non parlino né delle spese di imposta di bollo, né delle spese di incasso rata, né della carta revolving?

Se paghi fra sei mesi, ti facciamo lo sconto del 20%, se invece paghi subito niente riduzione, anzi rischi di spendere di più. Sembra un paradosso, ma è quel che accade spesso: si chiama credito al consumo.

E’ uno dei pilastri di economie dinamiche, uno strumento che noi italiani abbiamo scoperto con molto ritardo. Italiani che al 90% riescono a restituire il prestito, ma secondo le associazioni dei consumatori spesso non sanno cosa devono guardare e pretendere: il TAN, il TAEG cosa sono?

la radio ne parla, ascoltiamo insieme

Il consolidamento dei debiti – se ne parla a Salvadanaio

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Il credito al consumo in Italia piace sempre di più e si diffonde, ma in tanti cominciano ad accorgersi di aver osato troppo. Quando a fine mese si sommano la rata del mutuo sulla casa, sempre più cara per chi ha il tasso variabile, quella del finanziamento per l’auto, magari un prestito per ristrutturare la casa o per pagare gli studi del figlio, il peso rischia di essere insostenibile. Le banche cominciano a offrire una soluzione a chi ha acceso troppi finanziamenti e non riesce più a gestirli: il consolidamento. Introdotto in Italia da alcuni gruppi bancari stranieri, ormai è offerto da quasi da tutte le banche e funziona così: ci si rivolge a una finanziaria o a una banca che salda tutti i vecchi debiti e diventa il nuovo creditore unico a cui si pagherà ogni mese una sola rata. A garantire il nuovo mutuo che viene stipulato c’è la casa, su cui viene iscritta un’ipoteca.

clicca qui per continuare a leggere e se vuoi ascoltare la trasmissione radio sul consolidamento dei debiti

Protesto di un assegno – cosa puo’ fare il creditore per recuperare il credito – opzioni concesse al debitore per limitare i danni

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PROTESTO DI UN ASSEGNO

Il protesto di un assegno è il procedimento con il quale viene dichiarato pubblicamente, da parte di un notaio, ufficiale giudiziario o segretario comunale, il mancato pagamento della somma indicata in un assegno presentato all’incasso in tempo utile.

La funzione principale del protesto, è quella di garantire al portatore dell’assegno l’esercizio dell’azione di regresso nei confronti dei debitori: quindi sia nei confronti del traente che degli eventuali giranti. Detta funzione, però, non è l’unica.

Il protesto, infatti, svolge anche una non trascurabile efficacia probatoria, quale conseguenza del fatto di essere atto pubblico che fa fede, dunque, fino a querela di falso, dell’avvenuta presentazione dell’assegno e del suo mancato pagamento.

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Il fallimento del debitore consumatore e la cancellazione dei debiti – una soluzione al sovraindebitamento delle famiglie

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Ad oggi non esiste una definizione universalmente accettata né è dato rinvenire una nozione giuridica di sovraindebitamento, come lo si debba misurare, quando ricorra e dove tracciare la linea di confine tra normale ed eccessivo indebitamento per una famiglia. Tuttavia, è possibile rinvenire una situazione di tal genere ogni qualvolta ricorra l’impossibilità manifesta per il debitore di far fronte all’insieme dei propri debiti non professionali.

Più precisamente per sovraidebitamento deve intendersi una situazione di difficoltà finanziaria non temporanea, ma permanente, ad adempiere alle obbligazioni assunte facendo ricorso ai redditi ed ai propri beni mobili ed immobili; per insolvenza della persona fisica si intende l’incapacità a far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni, purché si tratti di debiti contratti per esigenze diverse da quelle attinenti all’attività lavorativa svolta.

Negli Usa il privato cittadino che non riesce più a pagare le rate dei propri debiti può chiedere al tribunale di vendere le proprie proprietà e distribuire il ricavato ai creditori, in modo da ottenere la possibilità di ricostituire un merito di credito. Si tratta di una sorta di “fallimento” personale che viene gestito attraverso il ricorso alle procedure descritte dal settimo capitolo (Chapter 7) del Codice fallimentare Usa. In alternativa, in base al Capitolo 13 (Chapter 13) i privati con fonti di reddito regolari possono chiedere ai giudici civili di bloccare l’escussione dei debiti senza dover liquidare il proprio patrimonio per un periodo di tempo prefissato, dai tre ai cinque anni, durante il quale non potranno accedere al credito ma saranno tenuti a rimborsare quanto dovuto ai creditori. È un meccanismo simile a quello delle imprese che possono ricorrere all’undicesimo capitolo (Chapter 11) del medesimo Codice.

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La rete delle rate e i trucchi delle finanziarie (ovvero attenti al “prendi oggi e cominci a pagare in comode rate fra sei mesi”) – se ne discute a EXIT

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Vi siete mai chiesti perchè nei grandi centri commerciali gli sconti per acquisti di elettrodomestici, tv, hifi ecc. siano riservati esclusivamente a chi chiede un finanziamento? Non vi sembra strano che chi vuole pagare in contanti debba corrispondere l’intera cifra senza alcuno sconto?

Facciamo un esempio. Prendiamo un TV color del costo di 700 euro. Il rivenditore, sia che paghiate in contanti sia che richiediate un finanziamento, incassa sempre 700 euro. Se chiedete un finanziamento, tuttavia, potete fruire di uno sconto che oscilla di solito intorno al 20%. L’importo dello sconto, in questa ipotesi pari a 140 euro, ve lo regala la finanziaria. Non solo, pagherete a rate o in una unica soluzione solo fra sei mesi!

E allora, tutte le finanziarie SANTE SUBITO?

Occhio gente. Cercate almeno di capire perchè la finanziaria vi getta l’amo. E imparate a mangiare la mosca che fa da esca, senza restare impigliati all’amo!

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La classificazione dei debitori da parte delle società di recupero crediti – tu a quale categoria ritieni di appartenere?

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Le società di recupero crediti classificano i debitori in quattro categorie:

i debitori morosi “istituzionali” o “bidonisti”. I crediti vantati nell’ambito di questa categoria sono generalmente irrecuperabili. Non hanno nulla da perdere; si muovono con frequenza cercando di far perdere le proprie tracce. Unico mezzo per evitare incagli è la prevenzione; le loro orme vengono sempre lasciate su un terreno argilloso.

i debitori che convivono con lo “status” della morosità o debitori morosi “assuefatti”. Un debitore appartenente a questa categoria è altresì definito con il termine di debitore moroso “incallito”. Sono i debitori più scaltri. Conoscono esattamente sino dove è possibile procrastinare un pagamento. I crediti vantati in questa categoria sono di difficile recupero se non accompagnati da decisa azione che faccia comprendere al “debitore” di essere vicino al punto di “rottura”. Anche in questo caso una adeguata azione di prevenzione rende possibile evitare l’incaglio.

i debitori coinvolti da eventi imprevisti e/o imprevedibili, i cosiddetti debitori morosi “occasionali”. La categoria è costituita da persone solitamente corrette che vengono a trovarsi in condizioni particolari che impediscono di onorare gli impegni per così come assunti. I crediti, in questi casi, sono recuperabili attraverso un immediato intervento che anticipi l’esplodere di una eventuale crisi. Talvolta è opportuno “aiutare” il debitore a rientrare nei binari della “normalità”. A livello di prevenzione, rappresentano i casi più difficili da stanare; ma l’atteggiamento di questa classe di debitori, che tende a prolungare il più possibile l’agonia, provoca l’accensione di diverse spie rosse che consentono di individuare lo stato di difficoltà.

i debitori che si lascia che diventino morosi ovvero i debitori morosi “dimenticati”. La possibilità o l’eventualità di evitare un pagamento può non dispiacere a molti. Spesso il comportamento delle funzioni interne aziendali può avallare quella “incoscia” speranza. Chiaramente sono le posizioni più facilmente recuperabili anche se, in taluni casi, tale “permessivismo” rende l’importo del credito tale da mettere a “disagio” il debitore di fronte alle richieste di rientro immediato.

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Sondaggio: le tipologie di debitore

Le società di recupero crediti suddividono i debitori morosi in quatto categorie. Tu a quale di esse appartieni?

Per partecipare al sondaggio clicca su una delle quattro categorie indicate di seguito:

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Come “incastrare” una società di recupero crediti con un accordo a saldo e stralcio

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Il contenzioso in materia di contratti bancari e/o finanziari è problema di grande rilievo e tale da costituire gran parte della materia sottoposta all’esame delle Autorità giudiziarie. Non sempre, però, può risultare premiante per il creditore adire l’Autorità Giudiziaria per il recupero del credito; sia per la nota lungaggine del processo civile, sia per il grado di aleatorietà che comporta ogni causa.

La transazione è uno dei rimedi stragiudiziali che si è fatto strada in questi ultimi anni.

Cosa è una accordo transattivo

Un accordo transattivo è un contratto col quale le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine a una lite già incominciata o prevengono una lite che può sorgere tra di loro.

La lite che la transazione mira a comporre, può essere sia giudiziale che stragiudiziale: il che comporta che lo strumento transattivo possa essere utilizzato anche quando la situazione debitoria sia talmente grave da aver indotto il creditore ad adottare iniziative di carattere giudiziario.

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Prescrizione e decadenza dei diritti – uno scadenzario per il debitore

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La prescrizione

La prescrizione e’ un mezzo con cui l’ordinamento giuridico opera l’estinzione dei diritti quando il titolare non li esercita entro il termine previsto dalla legge (codice civile, art.2934 e segg.).

La decadenza

La decadenza consiste nella perdita della possibilita’ di esercitare un diritto per il mancato esercizio in un termine perentorio (codice civile, art.2964 e segg.)

Differenze fra decadenza e prescrizione

In termini pratici i due concetti sono molto simili, ma giuridicamente no. La prescrizione, infatti, e’ stabilita solo dalla legge mentre la decadenza puo’ anche essere frutto di accordi tra due parti. Gli esempi tipici sono il termine entro cui si devono contestare i vizi sui beni acquistati dai consumatori (due mesi dalla loro scoperta, la decadenza) ed il termine entro il quale tale diritto puo’ essere esercitato, promuovendo magari una causa (due anni dall’acquisto, la prescrizione)

E’ importante sapere che sia la prescrizione che la decadenza non possono essere rilevate d’ufficio da un giudice. Cio’ significa che e’ necessario contestare attivamente il decorso dei termini (personalmente o attraverso un avvocato), senza aspettare che sia il giudice a rilevare il fatto. La prescrizione e la decadenza sono elementi da considerare subito, sia quando si intende esercitare un diritto sia quando ci vengono chiesti adempimenti (pagamenti di multe, bollette, cartelle esattoriali, etc.). E’ bene tener presente, in quest’ottica, che il pagamento preclude la possibilita’ di opporre la prescrizione.

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Siete indebitati e le società di recupero crediti vi perseguitano? Ecco come comportarsi

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Ci riferiremo, tanto per fissare le idee, a debiti derivanti da acquisti effettuati avvalendosi di contratti di finanziamento per il così detto credito al consumo.

La finanziaria, che non riesce a recuperare le somme erogate, non agisce direttamente contro il debitore. In genere non è organizzata, nè ha le competenze, per l’attività di esazione.

Attraverso operazioni di factoring il credito viene allora ceduto alle società di recupero crediti.

Per avere una idea del mondo sconosciuto ai più di crediti comprati e venduti e delle politiche di gestione dei crediti delle società di recupero, consigliamo di visionare i filmati, disponibili in questo blog, sulla cessione dei crediti e sulle società di recupero crediti non UNIREC.

Chiameremo il nostro ipotetico debitore protagonista Pippo.

Pippo ha comprato una cucina comprensiva di macchina del gas, frigorifero e congelatore. Con ripiani in marmo. Bene. Il tutto gli è costato 10 mila euro, ma a rate, usufruendo di un finanziamento concesso per credito al consumo. Non solo. Il pagamento inizia dopo 6 mesi a tasso zero (ma questo neanche gli interessa) e quel che più importante non ha sborsato neanche un euro di anticipo.

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Come non pagare tutto il debito e vivere sereni …

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In riferimento all’articolo pubblicato in un post precedente, avente ad oggetto la recensione del libro di Giampaolo Luzzi dal titolo “Come non pagare i debiti e vivere felici …“, un lettore, Yuri, commenta:

Il libro l’ho acquistato e letto. E’ una cosa del tutto nuova e mi viene difficile spiegare la genialata di una cosa del genere. In sostanza nel libro, senza falsi moralismi e senza giudizi, ti mette in condizioni di decidere se vuoi pagare i tuoi debiti oppure no. Se non paghi sappi che ti accadono alcune cose. Te lo puoi permettere? Ma se decidi di pagare, ti porta per mano a scoprire un mondo del tutto sconosciuto ai più (almeno a me che sono impiegato pubblico, neanche me lo immaginavo) di crediti comprati e venduti, di politiche dei creditori. Ma lo sapete che ci sono alcuni crediti per i quali mai il creditore farebbe un’azione legale? Insomma, leggetelo e poi mi direte…

Io non ho letto il libro, ma ritengo che ciò che scrive Yuri meriti alcune importanti precisazioni.

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Le cause del sovraindebitamento

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Appare evidente che sono numerosi i fattori che portano le famiglie a non riuscire più ad onorare i loro impegni finanziari. Possiamo classificare tali fattori in tre macrocategorie.

I fattori che conducono al sovraindebitamento

Fattori inerentil’andamento dell’economia in generale, come l’innalzamento dei tassi d’interesse sui prestiti, l’aumento della pressione fiscale e del costo della vita (inflazione), in cui sicuramente un ruolo decisivo ha avuto l’avvento dell’euro.

Fattori totalmente estranei alla volontà ed al controllo delle famiglia, riguardanti spiacevoli imprevisti come la perdita del posto di lavoro, l’insorgere di gravi malattie, decessi, soprattutto quando questi vanno a colpire direttamente la fonte di reddito della famiglia.

Fattori generati da un cattivo controllo nella gestione familiare dei redditi, come l’esagerata propensione al consumismo, dettata a volte da “esigenze di status sociale”, che spingono a livelli di spesa eccessivi, molto superiori rispetto alle effettive possibilità economiche, per l’intrinseco bisogno di sentire di appartenere ad un certo strato sociale.

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Come difendersi dagli esattori

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Condotta estrema: uso della forza, violazione di domicilio, intimidazione

Gli esattori non possono:

•usare o minacciare l’uso della forza contro di voi, un vostro familiare o altra persona a voi legata;

•danneggiare o minacciare di danneggiare beni di vostra proprietà;

•bloccare l’accesso a casa vostra o bloccare il vostro passaggio;

•entrare in casa vostra se avete negato il permesso o rifiutarsi di andarsene quando chiedete loro di farlo.

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Recupero crediti – non sono leciti comportamenti lesivi della dignità del debitore

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Messaggi telefonici preregistrati che intimano a pagare, messaggi affissi sulla porta visibili a tutto il condominio. L’attivita’ di recupero crediti ha assunto in Italia modalita’ piu’ consone a scagnozzi e usurai che a societa’ specializzate, operanti per conto di grandi aziende, finanziarie e/o fornitrici di servizi.

Per porre freno a questo andazzo, il Garante della Privacy ha emanato un provvedimento a carattere generale che detta i principi a cui si devono attenere gli operatori del settore.

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Cessione crediti – La notifica al debitore

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La cessione del credito, disciplinata dall’articolo 1260 del Codice Civile, è stata recentemente riformata dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali mediante il provvedimento del 18 gennaio 2007. Più semplice è adesso la procedura di informativa da produrre in caso di cessione dei crediti. La funzione dell’informativa, in questo ambito, è di comunicare al debitore l’esistenza e l’identità di un nuovo titolare del trattamento (non più la società cedente, bensì la cessionaria).

Il debitore, infatti, ha diritto ad essere informato dell’avvenuto trasferimento del credito per comprendere a quale soggetto deve corrisponderlo e quali operazioni in futuro saranno compiute sui propri dati. In assenza di semplificazioni, la cessionaria avrebbe il compito di inviare comunicazioni ad personam, quindi una per ogni debitore, contenente gli elementi previsti dell’art 13 del Codice e, in particolare, l’indicazione del nuovo titolare: operazione da compiere nella fase immediatamente successiva alla realizzazione della cessione e antecedente all’inizio di ogni nuova attività.

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Nota ADICONSUM sui Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC)

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I sistemi di informazioni creditizie (SIC): cosa sono, come funzionano ed i diritti dei consumatori

1. Cosa sono i SIC

I sistemi di informazioni creditizie (SIC) raccolgono e conservano le informazioni sulle richieste di finanziamento e sui rapporti di credito tra le banche/società finanziarie e i loro clienti. Le banche/società finanziarie vi si rivolgono sia per comunicare i dati del consumatore che ha chiesto e/o ottenuto un finanziamento, sia per ricevere informazioni su di esso, qualora debbano decidere se concedergli o meno un prestito. Ciò è necessario ai fini della gestione del rischio creditizio e della stabilità del mercato finanziario.

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L’amore e i prestiti – come evitare debiti di relazione

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Cosa è il debito di relazione

Il debito di relazione è quando qualcuno rimane coinvolto nei prestiti o debiti di un’altra persona a causa di un legame emotivo invece di cercare di ottenere dei benefici per se stesso. A molte donne viene chiesto di firmare documenti in qualità di coobbligato in un prestito o di garante, a volte senza capire a fondo ciò che stanno firmando. Alcune credono che la loro firma sia una semplice formalità. Altre lasciano al partner tutte le decisioni di tipo finanziario. Alcune si sentono obbligate a sostenere il partner o il figlio maggiorenne oppure pensano che sia più facile firmare un documento che affrontare la pressione.

Purtroppo spesso ignorano che questi documenti sono contratti legali vincolanti. Se si firma un documento riguardante il prestito di qualcun altro, si può venir citati per migliaia di euro. E’ importante informarsi e proteggersi in ogni accordo finanziario prima di firmare qualsiasi carta o documento.

Rivolgetevi a un legale se non siete sicuri di ciò che state firmando. Siate furbi con le finanze. Se non capite qualcosa, cercate di ottenere ulteriori informazioni o assistenza.

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Le clausole vessatorie nei contratti di credito al consumo da contestare alla società di recupero crediti

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LE CLAUSOLE VESSATORIE NEI CONTRATTI DEI CONSUMATORI

SOMMARIO:

  1. La normativa vigente
  2. Finalità della legge: il rispetto del principio dell’equilibrio contrattuale
  3. Ambito di applicazione
  4. Quando una clausola contrattuale può definirsi vessatoria
  5. L’elenco di clausole dell’art. 1469 bis c.c.
  6. Il valore esemplificativo dell’elenco
  7. Gli elementi impeditivi della vessatorietà
  8. Le clausole che sono vessatorie nonostante la trattativa individuale
  9. Il principio della trasparenza nei contratti con i consumatori
  10. Le conseguenze della vessatorietà
  11. L’azione inibitoria.

RIFERIMENTI NORMATIVI: Direttiva CEE n. 93/13; artt. 1469 bis – sexies codice civile.

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Difendersi dagli esattori di recupero crediti

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Esattori recupero crediti – Condotta estrema: uso della forza, violazione di domicilio, intimidazione

Gli esattori non possono:

  • usare o minacciare l’uso della forza contro di voi, un vostro familiare o altra persona a voi legata;
  • danneggiare o minacciare di danneggiare beni di vostra proprietà;
  • bloccare l’accesso a casa vostra o bloccare il vostro passaggio;
  • entrare in casa vostra se avete negato il permesso o rifiutarsi di andarsene quando chiedete loro di farlo.

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La privacy del debitore nel recupero crediti

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Il Garante per la protezione dei dati personali ha redatto un decalogo in riferimento a quelle società che si occupano prevalentemente dell’attività finanziaria dei recupero crediti, a seguito degli accertamenti compiuti sui ricorsi presentati da numerosi cittadini e associazioni a tutela dei consumatori, che avevano segnalato un uso illecito dei loro dati personali.

Si tratta di un provvedimento a carattere generale che ha quali precisi destinatari finanziarie, banche, concessionari di pubblici servizi, che testualmente così recita: “chiunque svolga attività di recupero crediti non deve mettere in atto comportamenti che, sia nella fase di raccolta delle informazioni sul debitore sia nel tentativo di presa di contatto, possano ledere la riservatezza e la dignità personale”.

In particolare vengono censurate tutte quelle attività che possono rivelarsi “invasive o lesive della dignità personale”: qualora si renda necessario il sollecito per la riscossione dei pagamento dovuti, non è conforme ai principi legali, divulgare a persone estranee al rapporto creditorio, quali possono essere i familiari, colleghi di lavoro o vicini di casa, qualsiasi tipo di informazione che riguardi i mancati pagamenti.

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Consigli per il credito al consumo

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Quando si chiede un finanziamento, un aspetto fondamentale è quello dell’informazione. Il consumatore deve essere chiaramente informato sulle condizioni che verranno praticate nelle operazioni di finanziamento che gli vengono proposte.

Banche e finanziarie,presso i propri locali aperti al pubblico, devono pubblicizzare i tassi di interesse, i prezzi ed ogni altra condizione economica relativa alle operazioni ed ai servizi offerti.

È utile ricordare che esiste la stampa specializzata che mette in luce le comparazioni tra i vari prodotti finanziari, ed è anche possibile effettuare delle simulazioni di piani di ammortamento on-line (inserendo nel motore di ricerca le parole “simulazione mutuo” o “simulazione finanziamento” si ottiene un elenco di siti appositi).

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Acquistare beni con carte revolving è come ottenere un finanziamento rateale? Assolutamente no!

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Salve a tutti. Recentemente ho comprato un televisore presso una grande catena commerciale. Con mia sorpresa lo sconto del 20% era riservato solo a quanti accendevano un finanziamento, ad interessi zero, con FINDOMESTIC.  Pagando in contanti bisognava corrispondere il prezzo pieno del televisore. Giorni fa la stessa FINDOMESTIC mi ha inviato una CARTA AURA nominativa (peraltro mai richiesta) allegando ad essa una brochure pubblicitaria in cui mi si invoglia ad utilizzare la carta revolving asserendo che essa costituisce, in pratica, l’evoluzione dell’antiquato strumento di pagamento a rate. Mi consigliate di attivarla? Un grazie per il vostro prezioso contributo da Marcella Manenti, Pula (CA)

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Il consolidamento dei debiti attraverso prestito personale o mutuo – Vantaggi e svantaggi

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In questi ultimi anni ho vissuto oltre le mie reali possibilità economiche. Ho chiesto finanziamenti  per comprare l’automobile, per ristrutturare  casa e per togliermi qualche” sfizio”, tipo un super tecnologico  televisore al plasma, una vasca idromassaggio Jacuzzi ed un Rolex.  Dispongo  anche di  una carta revolving,  pronta all’uso per  soddisfare qualsiasi attacco di “shopping compulsivo”  a cui di frequente vado soggetto. In pratica, tra un finanziamento e l’altro, ho commesso l’errore di sottostimare il peso del debito accumulato ed oggi non riesco più ad onorare gli impegni finanziari presi. Ho sentito parlare di “consolidamento debiti” finalizzato a concentrare l’esposizione debitoria presso un unico creditore, ad  allungare il periodo di ammortamento del debito e quindi ad alleggerire la rata mensile.

Vi chiedo: si tratta di una operazione di ristrutturazione del debito veramente conveniente? Quali sono i vantaggi e quali i costi connessi a questa tipologia  di contratto di prestito?

Vi ringrazio sin d’ora per una eventuale risposta che vorrete gentilmente fornirmi.

Maurizio Calcaterra, Alessandria

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Ho ricevuto un atto di precetto che mi impone il pagamento di euro 35 mila. Se non pago, che cosa mi può succedere?

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Salve e buon lavoro. Sono stata citata in Tribunale da una società di recupero crediti. In seguito all’esito della  causa, ho ricevuto un atto di precetto che mi impone il pagamento di euro 35 mila. Se non pago, che cosa mi può succedere? Non ho altri rediti diversi dal mio stipendio di impiegata. E’ vero che la controparte può pignorare il mio stipendio? E in che misura? La ringrazio per la sua risposta. Distinti saluti.

Pasqualina  Riccobono, Caserta

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Written by un agente esattoriale

18 Febbraio 2009 alle 07:25

Perchè le società di recupero crediti chiedono la firma di cambiali a fronte di un accordo su un piano di rientro a saldo e stralcio?

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Gentili signori, vi scrivo perchè ho bisogno di un consiglio. Sono in trattativa con una società di recupero crediti per un piano di rientro a saldo e stralcio relativo a vecchie pendenze con alcune finanziarie. Avevo concordato rimborsi di importo pari ad 800 euro per 36 mensilità, e sembrava che l’accordo fosse andato in porto con reciproca soddisfazione. Senonchè l’altro ieri mi contatta un agente esattoriale diverso da quello che aveva condotto la trattativa comunicandomi che la sua società avrebbe sottoscritto il piano di rientro solo dopo che avessi firmato cambiali per un importo equivalente a quello previsto dal piano. Ora, mi chiedo, perchè questo cambio di rotta? Prima di cambiali non si era mai parlato … e comunque loro sono in possesso delle rate insolute relative ai  finanziamenti che ho stipulato.

Grazie per l’attenzione Massimiliano

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Debiti ed eredità – se il debitore rinuncia i creditori possono chiedere la revocatoria dell’atto

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Salve, avrei da chiedere alcuni chiarimenti.

Circa un mese fa è venuto a mancare mio padre, lasciando oltre a dei depositi bancari anche una casa con un ettaro di terreno circostante. I depositi bancari sono intestati a lui e a mia madre, mentre la casa ed il terreno sono intestati solo a lui. Non vi è testamento e gli eredi siamo io, mia sorella e mia madre. Come avviene e quali sono le modalità della ripartizione dei beni sopra citati? Vengo poi al secondo punto più complicato ed ingarbugliato. Da tempo mia sorella si trova in gravi difficoltà economiche a seguito di due prestiti Bancari ottenuti dal marito, per un totale di circa 700.000,00 euro di cui si è resa garante. Le Banche da oltre un anno stanno agendo legalmente, anche se non hanno ancora chiesto il fallimento. Che fine fanno i beni sia mobili che immobili ereditati da mia sorella? Oltre a ciò vorrei sapere se a tale eredità lei può rinunciare a favore dei figli che sono ormai maggiorenni. Vi è qualche modo fattibile di successione che non permetta alle Banche di poter poi intervenire su tali beni? Sperando in una vostra risposta, porgo distinti saluti.

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Il debitore, qualora il giudice accerti l’obbligazione, deve pagare tutte le spese legali sostenute dal creditore?

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Salve a tutti. Volevo fare una domanda sulle spese legali in caso di procedura giudiziale intrapresa dal creditore. Il debitore, qualora il giudice accerti l’obbligazione, deve pagare tutte le spese legali sostenute dal creditore (avvocati, notai, spese di bolli, eccetera)??? E se sì, il creditore allora non ha sempre convenienza a procedere per vie legali, se tanto poi le spese sono a carico del debitore?

Dino Rock, 21 gennaio 2009

leggi la risposta di Antonio Iuri Donati

Written by un sovraindebitato

21 Gennaio 2009 alle 14:43

Consolidamento debiti – a volte meglio non prolungare l’agonia, non impegnarsi in un inutile accanimento terapeutico

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Carissimi buongiorno,

vi scrivo perchè ho in essere tre finanziamenti con altrettante diverse società. In più tempo fa ho usufruito della cessione del quinto e di un prestito delega.  Questo oltre al mutuo a tasso variabile per cui sto rinegoziando.  Dovrò chiedere a breve la rateazione di due cartelle esattoriali per crediti vantati dall’erario. E non so come procedere per un  apparecchio ortodontico necessario alla mia bambina.

Alla terza settimana ormai non ci arrivo più e quindi avrei deciso di chiedere un consolidamento debiti. Cosa mi consigliate?

Grazie per la risposta, Emanuele Casalino

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Cambializzazione dei debiti – Quando il debitore non può far fronte al piano di rientro a saldo e stralcio che ha sottoscritto, cosa ne fate delle cambiali?

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Lavoro nel campo del recupero crediti, per mia esperienza posso dirti che difficilmente le cambiali vengono bancate.  Più che altro vengono considerate come un impegno per il debitore.

Normalmente quando si tratta di assegni postdatati o cambiali vengono tenute in cassaforte e se ci sono dei problemi, ad esempio uno slittamento di un paio di giorni(naturalmente se ci accorgiamo che il debitore è in buona fede)evitiamo di bancare gli assegni (fa anche questo parte degli accordi). Mi spiace molto constatare che il funzionario del recupero crediti venga considerato alla stregua di un estorsore.

Arianna, una recuperatrice

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Siamo ormai indebitati fino al collo. Dobbiamo coinvolgere i nostri figli al problema o è meglio lascarli fuori?

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Buongiorno. Non sto qui a raccontare le vicissitudini che ci hanno portato in un vicolo senza uscita. Siamo ormai indebitati senza alcuna speranza di poter far fronte agli impegni presi. La questione che sottopongo alla vostra attenzione è tuttavia un’altra. Dobbiamo far conoscere ai nostri figli la situazione in cui versiamo, o è meglio lasciarli fuori e tenerli all’oscuro di tutto.

Vi ringrazio per quanto vorrete consigliarci.

Un genitore disperato

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Written by un sovraindebitato

26 Ottobre 2008 alle 10:49

Ho contratto un mutuo quinquennale per la ristrutturazione casa, dopodichè ho acceso un finanziamento, sempre su 60 rate, per l’acquisto di una automobile …

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Ho contratto un mutuo quinquennale per la ristrutturazione casa, dopodichè ho acceso un finanziamento, sempre su 60 rate, per l’acquisto di una automobile da utilizzare per il mio lavoro. Quella che avevo era ormai andata. Adesso, però, non ce la faccio più a pagare la rata mensile complessiva che si aggira sugli 800 euro.

C’è qualche soluzione al mio problema?

Grazie per un eventuale consiglio.

Guglielmo Fiandra, Novara

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Written by il consigliere debiti

25 Ottobre 2008 alle 15:59

Avrei intenzione di prendere una carta revolving in modo da utilizzarla per fare fronte a quelle spese che non riesco più a sostenere con il mio stipendio

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Salve, mi chiamo Mara ed avrei intenzione di prendere una carta revolving in modo da utilizzarla per fare fronte a quelle spese che non riesco più a sostenere con il mio stipendio. E soprattutto mi servirebbe perchè ho già un finanziamento in atto, ma non riesco a pagare le rate. Potreste consigliarmi qualche finanziaria che applica tassi di interesse umani?

Ciao e grazie

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Vorrei accendere un prestito, ma vorrei essere sicuro di avere la capacità finanziaria per non incorrere in problemi nella restituzione del debito

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Vorrei accendere un prestito, ma vorrei essere sicuro di avere la capacità finanziaria per non incorrere in problemi nella restituzione del debito. Esiste qualche strumento utile allo scopo?

Grazie, Marcello

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Written by il consigliere debiti

25 Ottobre 2008 alle 15:35

Quando conviene consolidare i debiti

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Salve, ho alcuni contratti di prestito attivati con più finanziarie. Volevo procedere ad un consolidamento della mia esposizione debitoria, ma ho letto che prima di sottoscrivere un prodotto per il consolidamento del debito che sostituisce i vecchi prestiti con uno nuovo a più lunga durata, bisogna essere molto prudenti: in quali casi vale la pena di farlo?

grato per eventuali consigli

Piccinini Roberto

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Written by il prestatore

11 Ottobre 2008 alle 04:22

Ciao sono anna rita ho delle rate con finanziarie che non riesco a pagare

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Ciao sono anna rita

ho delle rate con fianziarie che non riesco a pagare. Sul mio stipendio gravano già una cessione del quinto e un prestito con delega. Si puoò arrivare al pignoramento? e dopo quante rate insolute?

Commento di anna rita | Giovedì, 9 Ottobre 2008

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Buongiorno, sto trattando con una banca consociata unicredit (b.di roma) per lo stralcio di un vecchio debito

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Buongiorno, sto trattando con una banca consociata unicredit (b.di roma) per lo stralcio di un vecchio debito, non ingente in sè stesso ma accompagnato da tanti altri presso altre banche. ho offerto una parte dei soldi tutti subito per non saperne mai più niente (il tutto con l’aiuto di un avvocato amico e la certificazione delle mie pessime condizioni di salute). la difficile situazione di unicredit potrà favorire oppure no la riuscita della mia istanza?

saluti

Commento di Giulio | Mercoledì, 8 Ottobre 2008

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Written by un agente esattoriale

8 Ottobre 2008 alle 07:40

Salve a tutti, sono molto preoccupata perchè ho scoperto che mio padre ha dei grossi debiti (miliardi delle vecchie lire) nei confronti dello stato

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Salve a tutti,

sono molto preoccupata perchè ho scoperto che mio padre ha dei grossi debiti (miliardi delle vecchie lire) nei confronti dello stato e di svariati singoli. La mia preoccupazione è che possano creare dei problemi a me ed alla mia famiglia, faccio notare che mio padre è divorziato da mia madre. Alla sua morte siamo noi figli che dobbiamo far fronte a questi debiti che non possiamo assolutamente pagare?

grazie.

Commento di Roby | Giovedì, 2 Ottobre 2008

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Salve, sono disperata, sono separata di fatto da 5 anni e con due figli a carico

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salve

sono disperata. sono separata di fatto da 5 anni e con due figli a carico. son reduce da un matrimonio della mia prima figlia e sono indebitata fino al collo. Sono una impiegata statale con 35 anni di servizio e sul mio stipendio gravano già la cessione del quinto e un prestito con delega. Inoltre sono un cattivo pagatore perchè quello che mi rimane dello stipendio non basta per pagare tutti i debiti. Ho bisogno di un prestito per consolidare i debiti e avere qualcosa per sopravvivere.Aiutatemi

Commento di anna rita | Giovedì, 2 Ottobre 2008

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Io ho 4 finanziamenti che fino ad ora ho sempre pagato regolarmente, solo che in questi ultimi 2 mesi mi hanno abbassato lo stipendio, mia moglie è stata licenziata e tra meno di un mese verrà alla luce mia figlia

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Io ho 4 finanziamenti che fino ad ora ho sempre pagato regolarmente, solo che in questi ultimi 2 mesi mi hanno abbassato lo stipendio, mia moglie è stata licenziata e tra meno di un mese verrà alla luce mia figlia.

Al mese ora prendo 1000 euro e considerando che 1000 euro sono in totale la somma da dare alle finanziare io se pago a loro non posso più andare avanti e per quasto ho spiegato loro la mia situazione, ma non ne vogliono sapere ed io ho deciso di non pagarli più. Cosa mi possono fare considerando che ho il quinto dello stipendio già tolto e nessuno della mia famiglia vuole aiutarmi?

Commento di Mario | Martedì, 30 Settembre 2008

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Buonasera io ho dei grossi problemi di debiti che sono nati 3 anni fa da una mia attività andata male

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Buonasera io ho dei grossi problemi di debiti che sono nati 3 anni fa da una mia attività andata male. io vorrei avere un finanziamento con un unica rata per poter estinguere tutto ma nessuno mi da credito perchè risulto su ogni banca dati e l’unica garanzia che posso offrire è il mio stipendio di operaia. sono disperata e rovinata a 28 anni. mi aiuti lei se può. c’è qualcuno che mi può aiutare?

Commento di carolina | Lunedì, 29 Settembre 2008

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Tra i vari prestiti e carte di credito devo pagare circa 1000,00 euro al mese, e se prima era difficile ora è impossibile

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Buongiorno,

ho dovuto lasciare il lavoro per gravi motivi personali e di salute,

ora ho bisogno di tempo per sistemarmi in qualche modo, il problema è che tra i vari prestiti e carte di credito devo pagare circa 1000,00 euro al mese, e se prima era difficile ora è impossibile. Io ho sempre pagato tutto regolarmente e non ho mai avuto protesti o altro, ora non posso più pagare, è mia intenzione restituire tutti i soldi ma ora non posso. come devo fare?

c’è un modo per avere una specie di proroga? per mettere tutto in sospeso per qualche mese fino a che potro avere di nuovo uno stipendio e pagare regolarmente?

grazie per ogni possibile consiglio

Commento di luciana | Lunedì, 29 Settembre 2008

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Written by un agente esattoriale

8 Ottobre 2008 alle 07:14

Mio padre era proprietario di un camion che ha causato un incidente dove non ci sono state delle vittime al momento dell’incidente

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ciao grazie per avermi risposto al commento fatto il 27/09/2008, non saprei come contattarti in privato comunque mio padre era proprietario di un camion che ha causato un incidente dove non ci sono state delle vittime al momento dell’incidente lui non guidava perchè stava riposandosi, dalla guida, nel camion. alla guida c’era un altro autista. inoltre il camion era sprovvisto di assicurazione. il guidatore che era con mio padre non ha ricevuto alcuno avviso mentre io insieme a mia madre e mia sorella abbiamo ricevuto questa raccomandata da parte dell’assicurazione che ci dice di provvedere al pagamento di oltre 30000 con assegno circolare intestata all’assicurazione allianz. io non riesco a capire e vorrei se è possibile una spiegazione perchè dobbiamo pagare per un evento che non è stato provvocato da noi la responsabilità non è di chi ha causato il danno? grazie ciao nikky

Commento di nikky | Lunedì, 29 Settembre 2008

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Written by il consigliere debiti

29 Settembre 2008 alle 20:24

Sette anni fa ho ereditato un locale ad uso commerciale solo che per poter diventare proprietario dovevo aspettare la morte dell’usufruttuaria

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Ciao, sette anni fa ho ereditato un locale ad uso commerciale solo che per poter diventare proprietario dovevo aspettare la morte dell’usufruttuaria. nel frattempo l’usufruttuaria del locale ha affittato il locale ricevendo un deposito cauzionale. l’anno scorso l’usufruttuaria è morta e l’immobile e diventato ad uso mio esclusivo. per disaccordi vari l’affittuario ha deciso di andarsene, in quanto ho deciso di aumentare il canone di affitto, ed ora vuole il deposito cauzionale da me il quale io non lo ho mai ricevuto perchè è stato versato all’usufruttuaria. Come devo comportarmi? grazie ciao

Commento di abel | Lunedì, 29 Settembre 2008

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Written by il consigliere debiti

29 Settembre 2008 alle 20:23

Mio padre nel 1993 ha causato un incidente guidando senza assicurazione di cui io sono rimasta all’oscuro

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Mio padre nel 1993 ha causato un incidente guidando senza assicurazione di cui io sono rimasta all’oscuro fino ad oggi quando mi è arrivata una richiesta di risarcimento da parte dell’assicurazione che ha provveduto a pagare i danneggiati nell’ambito dell’associazione vittime della strada. mio padre è morto nel 2001, nella raccomandata recapitatemi venivo informata che l’assicurazione che ora mi chiede il risarcimento dei danni ha provveduto a pagare i danneggiati nel 2005 facendo riferimento al d.leg 209 del 07/09/2005 art 286/1 e art 292.perchè devo pagare qualcosa di cui io non sono il responsabile? inoltre ribadisco il fatto che fino ad oggi non sapevo nulla ed ora mi chiedono di pagare una cifra sproporzionata.

Commento di nikky | Sabato, 27 Settembre 2008

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Circa tre anni fa ho ottenuto un prestito personale, della durata di 5 anni

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Circa tre anni fa ho ottenuto un prestito personale, della durata di 5 anni, con la firma da garante di mia madre dipendente comunale. Dopo aver regolarmente pagato le rate per circa 3 anni, adesso ho grandi difficoltà economiche e quindi sono in ritardo con con diverse rate. Ho chiesto alla finanziaria un piano di rientro (senza ottenere sino ad ora risposta). Mi chiedo se è possibile ed eventualmente come fare affinchè mia madre possa ritirare la sua garanzia. Temo che per un pò di tempo non potrò regolarizzare la mia posizione e non vorrei che si rifacessero su di lei. Grazie

Commento di mario | Venerdì, 26 Settembre 2008

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Mio padre è morto..e ho scoperto che ha acquistato della biancheria per corredo sulla base di una proposta d’acquisto con pagamento rateale

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mio padre è morto..e ho scoperto che ha acquistato della biancheria per corredo sulla base di una proposta d’acquisto con pagamento rateale..mancano ancira da pagare 17 rate..mio padre non mi ha lasciato nulla..siamo 5 fratelli..cosa devo fare?pagare o fare rinuncia all’eredità?

Commento di katty | Giovedì, 25 Settembre 2008

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Written by un sovraindebitato

25 Settembre 2008 alle 11:26

Attività di recupero crediti stragiudiziale

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Ti ringrazio molto, mi hai dato delle ottime dritte!

Probabilmente, le mie maggiori perplessità sono dovute al fatto che, prima di mostrarmi risoluta nei confronti del debitore, dovrei conoscere a fondo la sua situazione e cercare, quindi, di trovare una soluzione insieme a lui, quindi avere già chiare le opzioni da proporre.

Il punto è questo: credi che sia necessaria una profonda conoscenza della materia fiscale e bancaria o che basti offrire la possibilità di estinguere un debito, magari attraverso la rateizzazione o altro, cercando di convincere l’obbligato che l’alternativa sarebbe una lunga e fastidiosa procedura giuziale?

Inoltre mi chiedo come occorre comportarsi quando l’obbligato sia stato già oggetto di recupero giudiziale, per convincerlo a risolvere la situazione in ambito stragiudiziale.

Grazie mille ancora!

Commento di Guenda | Mercoledì, 24 Settembre 2008

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Written by un agente esattoriale

24 Settembre 2008 alle 11:24

Sono alle prese con un rifiuto di accesso ad una finanziaria causa blocco temporaneo del pagamento di alcune rate

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Salve, io sono alle prese con un rifiuto di accesso ad una finanziaria causa blocco temporaneo del pagamento di alcune rate di un ulteriore finanziaria nell anno 2003.dopo essere stato richiamato dalla finanziaria stessa ho pagato le rate inadempiute ed ho terminato il restante pagamento.

se gentilmente lei possa farmi vedere chiaro su questa situazione perchè nn ne sto proprio venendo a capo..grazie

Commento di GIAMPIETRO | Mercoledì, 24 Settembre 2008

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Buongiorno volevo delle delucidacioni riguardo ad una mia situazione debitoria nel 1987 presi un prestito con una finanziaria di 150 milioni di lire a garanzia del prestito si ipotecò la casa

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buongiorno volevo delle delucidazioni riguardo ad una mia situazione debitoria nel 1987 presi un prestito con una finanziaria di 150 milioni di lire a garanzia del prestito si ipotecò la casa successivamente per motivi di lavoro non potei più pagare le cambiali andai in protesto e nel corso degli anni la casa fu venduta all asta in tribunale nel 2005 ora ho ricevuto dal legale rappresentante della finanziaria tramite raccomandata il sollecito degli interessi maturati delle spese legali per un importo che supera i 140000 euro faccio presente che con la vendita della casa la finanziaria ha recuperato più della somma prestatami in quanto in quanto venduta all asta a suo tempo con valuta euro recuperando ben più dei 150 milioni di lire cosa devo fare in questa situazione non ho che il mio lavoro da dipendente non posseggo beni immobili sono sposato ho due figli e a suo tempo per tutela di mia moglie feci la divisione dei beni ringrazio anticipatamente

Commento di daniele | Giovedì, 18 Settembre 2008

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Volevo delle delucidazioni riguardo ad una mia situazione debitoria nel 1987

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buogiorno volevo delle delucidazioni riguardo ad una mia situazione debitoria nel 1987 presi un prestito con una finanziaria di 150 milioni di lire a garanzia del prestito si ipotecò la casa successivamente per motivi di lavoro non potei più pagare le cambiali andai in protesto e nel corso degli anni la casa fu venduta all asta in tribunale nel 2005 ora ho ricevuto dal legale rappresentante della finanziaria tramite raccomandata il sollecito degli interessi maturati delle spese legali per un importo che supera i 140000 euro faccio presente che con la vendita della casa la finanziaria ha recuperato più della somma prestatami in quanto in quanto venduta all asta a suo tempo con valuta euro recuperando ben più dei 150 milioni di lire cosa devo fare in questa situazione non ho che il mio lavoro da dipendente non posseggo beni immobili sono sposato ho due figli e a suo tempo per tutela di mia moglie feci la divisione dei beni ringrazio anticipatamente

Commento di daniele | Giovedì, 18 Settembre 2008

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Written by un agente esattoriale

18 Settembre 2008 alle 19:24

Le scrivo perchè mia sorella è veramente disperata – Tempo fa ha acquistato un’automobile tramite un prestito di una finanziaria

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Salve,

le scrivo perchè mia sorella è veramente disperata.

Tempo fa ha acquistato un’automobile tramite un prestito di una finanziaria (con cessazione del quinto),non riuscendo a pagare alcune rate è subentrata un’ agenzia di recupero crediti con il quale ha stabilito di estinguere il debito pagando una somma mensile,più gli interessi,non certo bassi.

Dopo un grosso scandalo che riguardava le finanziarie della nostra città(mandato in onda su striscia la notizia),il “recupero crediti” non si è fatto vivo per 2 anni circa. Ma qualche mese fà, a mia sorella è stata recapitata una lettera di uno studio legale dove chiedevano la somma complessiva dei due anni + altri interessi.Mia sorella si è rivolta ad un legale che a sua volta a scritto al “recupero crediti” di trovare una forma di pagamento che permettesse a mia sorella di pagare senza incorrere in chissà quali questioni legali.Ma lo studio legale del recupero crediti non ha mai risposto.

Ieri, però mia sorella ha ricevuto un’ingiunzione del tribunale dove alla somma dovuta si sono aggiunte nuove somme ed ora è terrorizzata che possano portarle via addirittura la casa.Mi chiedevo cosa si può fare a riguardo e se,visto che loro non si sono fatti vivi per anni,è possibile ricorrere al rapporto originario per il rientro del debito.

Mi auguro di essermi espressa in modo chiaro, grazie per un eventuale risposta.

Cinzia

Commento di cinzia | Giovedì, 18 Settembre 2008

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Tre anni fa ho contratto un prestito personale con una nota società finanziaria

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Tre anni fa ho contratto un prestito personale con una nota società finanziaria, della durata di cinque anni. Inoltre la stessa finanziaria mi ha dato una carta di credito revolving. Ho pagato puntualmente sia la rata del prestito, sia quella della carta per oltre 2 anni. Da alcuni mesi però non riesco più a far fronte alle due rate mensili, che sommate raggiungono la metà del mio attuale reddito mensile. Conseguenti telefonate minacciose dai recuperatori. Non sono certo loro a darmi piensiero. Mi chiedo invece: come faccio a farmi rifinanziare sia il residuo debito (prestito e carta), sia gli insoluti. Inoltre, cosa è plausibile che possa avvenire qualora non riesca a far “ragionare” la finanziaria? Preciso di non avere alcun tipo di proprietà ad esclusione della mia auto (che avrà un valore commerciale di 1000 euro). Grazie

Commento di ALFIO MURABITO | Giovedì, 11 Settembre 2008

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Ho fatto un contratto di leasing a metà del suo decorso l’ho dovuto rinegoziare

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Salve ho fatto un contratto di leasing a metà del suo decorso l’ho dovuto rinegoziare per motivi di mancata disponibilità.

L’ente creditore ha accettato la rinegoziazione ma al momento di ridurmi la rata non la fatto ma mi continuava ad emettere le rate sempre dello stesso importo (che io ovviamente non ho pagato) anche con continui solleciti telefonici di ricontrollare le rate.

Dopo ciraca 6 mesi si sono accorti dell’errore e hanno emesso le rate giuste ma mi hanno segnalato in assilea e al crif ora che devo fare come posso comportarmi? Grazie riccardoCommento di Riccardo | Giovedì, 11 Settembre 2008

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Written by il prestatore

11 Settembre 2008 alle 11:05

Salve, ho una carta di credito revolving di una famosa banca e finanziaria …

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Salve, ho una carta di credito revolving di una famosa banca e finanziaria da diversi anni ed ho sempre pagato puntualmente le rate mensili. Purtroppo dallo scorso anno sono rimasta senza lavoro ed ho pagato finchè ho potuto, maggio scorso. Da allora sono iniziate le telefonate del loro call center, mediamente 5 o 6 al giorno, sempre da persone diverse, non si qualificano mai, e scortesi, alle quali ho chieto un indirizzo dove poter inviare una raccomandata per spiegare e documentare la mia attuale situazione, visto che l’unico indirizzo che forniscono è di una casella postale dove non accettano raccomandate, ma mi rispondono che non posso inviare nessuna lettera ma solo parlare al telefono. L’ultima, stamattina, alla mia ennesima richiesta mi ha riattaccato il telefono in faccia urlandomi “peggio per lei”!!! Vorrei sapere se è normale non poter avere una comunicazione epistolare con una banca che è una delle più grandi d’Europa e soprattutto cosa dovrei fare secondo Lei? Sono stanca di dover ogni volta raccontare al telefono i fatti miei a persone sconosciute e sempre diverse! La ringrazio in anticipo

Commento di Silvia | Mercoledì, 10 Settembre 2008

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Written by il consigliere debiti

Maggio 3, 2009 a 3:45 am