Pubblicato da: il consigliere debiti su: Marzo 14, 2009
Alcune società di recupero crediti propongono, all’accettazione del debitore, un accordo transattivo che prevede una ipotesi a saldo e stralcio delle posizioni debitorie pregresse, con un abbattimento degli importi a capitale e una riduzione degli interessi maturati.
All’accordo transattivo si aggiunge, non di rado, un piano di rientro del debito basato su una rimodulazione degli importi e delle scadenze convenute nel contratto originario. Si tratta, in pratica, di un piano di rateazione tipico di una operazione di consolidamento dell’esposizione debitoria: rate di importo più contenuto a fronte di un periodo di ammortamento di durata maggiore.
Ecco, dunque, pronto il piano di rientro a saldo e stralcio dei debiti pregressi. E’ a questo punto che, il più delle volte, viene servita la polpetta avvelenata. Si chiama “cambializzazione del debito”.
Si propone, cioè, l’accettazione del “vantaggioso” accordo subordinandolo alla sola condizione che il debitore emetta cambiali, a beneficio della società di recupero crediti, in numero, importo e scadenze temporali che ricalcano quanto previsto nel piano di rientro a saldo e stralcio dei debiti pregressi.
Perchè per la società di recupero crediti è di vitale importanza l’emissione di cambiali da parte del debitore?
Io spero che Lei sia un millantatore e non sia invece seriamente il responsabile di una delle società di recupero più grosse d’Italia.
Parlo in questi termini perchè il modo in cui si è espresso è quantomeno criticabile, per non dire sconsiderato.
Con l’astio e la collera non si risolvono ne’ i problemi di debiti, ne’ quelli di recupero.
Lei con le Sue parole ha fatto male alla Sua intera categoria, se è vero che vi appartiene.
[...] Ecco, dunque, pronto il piano di rientro a saldo e stralcio dei debiti pregressi. E’ a questo punto che, il più delle volte, viene servita la polpetta avvelenata. Si chiama “cambializzazione del debito” continua [...]
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vorrei sapere se un creditore che abbia ricevuto 10 cambiali a scadenza mensile e, successivamente, due messe, a distanza di un mese dall’altro, all’incasso vengano protestate, possa fare un precetto intimando il pagamente oltre delle predette due anche delle restanti 8 (che non sono ancora scadute)? In sostanza, in tema di cambiali, il debitore decade dal beneficio del termine potendo, quindi, il creditore esigere l’intero, oppure soggiaciono ad una condizione ossia che diventeranno esigibili solo allo scadere della data? Grazie anticipatamente Eduardo
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Ma io mi chido perchè parlate, o meglio scrivete senza saperele cose! Io sono un responsabile di una delle piu grosse società di recupero crediti extragiudiziale e dico solo che il saldo e stralcio è una csa e il piano di rientro è un’altra e quest’ultimo può essere, e dico può essere, dilazionato tramite una cambializzazione. Gli effetti statali, si chiamano cosi, vengono utilizzati per sincerarsi che il debitore paghi!!!!D’altronde chi arriva a firmare cambiali non è che stia navigando nell’oro e la mggior parte non ha nulla di intestato ma la società vuole la “certezza” del pagamento! Io dico, non fate debiti se poi non potete pagarli!!!!!!! Andate a firmare finanziamenti e poi non avete i soldi per restituirli e vi lamentate se qualcuno ve liviene a chiedere…. ma ringraziate he non vengono direttamente chi, con mezzi molto meno ortodossi vi chiede i soldi!!!!
Nel mio scritto precedente ho commesso un errore di base ,cioè ho detto che ero in comunione dei beni con mia moglie invece già dal 1990 fu fatta la separazione dei beni e ne io ne lei avevamo niente come immobili. Grazie Carlo
vorrei sapere il tempo massimo per chiedere il credito di un assegno prima che vada in prescrizione grazie saluti antonio
Commento di antonio | Sabato, 25 Ottobre 2008
Sei mesi dal protesto o dalla constatazione equivalente per gli eventuali giranti.
Sei mesi dalla data di presentazione per il traente.
Per approfondimenti clicca qui
vorrei sapere il tempo massimo per chiedere il credito di un assegno prima che vada in prescrizione grazie saluti antonio
@Melina
Lavoro nel campo del recupero crediti, per mia esperienza posso dirti che difficilmente le cambiali vengono bancate.
più che altro vengono considerate come un impegno per il debitore.
Normalmente quando si tratta di assegni postdatati o cambiali vengono tenute in cassaforte e se ci sono dei problemi, ad esempio uno slittamento di un paio di giorni(naturalmente se ci accorgiamo che il debitore è in buona fede)evitiamo di bancare gli assegni (fa anche questo parte degli accordi).
Mi spiace molto constatare che il funzionario del recupero crediti venga considerato alla stregua di un estorsore.Commento di Ariannarecuperatrice | Venerdì, 26 Settembre 2008
Bella risposta. Ma devi concludere però.
Avete un contratto rientro a saldo e stralcio (che fra l’altro è una novazione). A cosa vi serve la cambializzazione del debito?
Quando il debitore non può far fronte al piano di rientro a saldo e stralcio che ha sottoscritto, cosa ne fate delle cambiali?
Non lo precettate per aggredire eventuali beni mobili (stipendio, pensione) o immobili (casa)?
Non mi dirai che su quelle cambiali poi ci prendete appunti, vero?
Qui il problema non è tanto la cambializzazione del debito. Si tratta di una operazione lecita (meno lecita è invece la raccolta di assegni postdatati che è un’altra pratica molto diffusa fra le sdr).
La pratica scorretta consiste nel fatto che i debitori andrebbero avvertiti del rischio cui vanno incontro, dal momento che, comunque, quelle cambiali firmate rappresentano un salto di qualità (azione esecutiva con solo precetto, senza alcuna necessità di richiedere un decreto ingiuntivo) nella possibilità di procedere nel recupero del credito tramite pignoramento.
Cosa che quasi nessuno fa!! E questo non è un dettaglio!!!
@Melina
Lavoro nel campo del recupero crediti, per mia esperienza posso dirti che difficilmente le cambiali vengono bancate.
più che altro vengono considerate come un impegno per il debitore.
Normalmente quando si tratta di assegni postdatati o cambiali vengono tenute in cassaforte e se ci sono dei problemi, ad esempio uno slittamento di un paio di giorni(naturalmente se ci accorgiamo che il debitore è in buona fede)evitiamo di bancare gli assegni (fa anche questo parte degli accordi).
Mi spiace molto constatare che il funzionario del recupero crediti venga considerato alla stregua di un estorsore.
Anche a me hanno proposto la cambializzazione del debito. Non ho comunque accettato. Ma solo adesso capisco perchè erano così insistenti.
Grazie della dritta.
Febbraio 24, 2009 a 11:00 pm
Non sono del tutto d’accordo con il merito dell’articolo. La cambializzazione del debito, se è vero che può nascondere delle insidie, non sempre è male. Un pignoramento del quinto dello stipendio, tanto per citare una delle alternative al raggiungimento dell’accordo, sicuramente è molto peggiore ed espone il debitore ad altre e ben più gravi ripercussioni, per non parlare dell’aggravio dei costi a suo carico.
Non ha senso parlare di accordi stragiudiziali se poi non si può e non si vuole onorarli. Se un accordo è stato raggiunto in libertà e senza vessazioni per il debitore – se cioè è stato messo in condizioni di poter pagare senza “strozzarlo” -, non vedo dove sia il male nel firmare degli effetti per il rientro dall’esposizione debitoria.